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La crisi rilancia i viaggi di fede

Cresce la quota del turismo religioso, più povero dei viaggi internazionali. La parte da leone S. Giovanni Rotondo in Puglia, che ospita la prima Borsa del turismo religioso
ROMA - Con la crisi economica, prende sempre più piede in Italia un turismo alternativo che prevede prezzi bassi e soluzioni piacevoli, all'insegna dello svago, e talvolta anche del divertimento. Così ci sono operatori turistici che propongono, tra le novità di quest'anno, viaggi a piedi con l'asino, «una terapia antistress - spiegano - terapia dell'anima, poichè l'asino è il perfetto compagno di viaggio e camminare con questo animale è comunque un rallentare». Tra le proposte spiccano anche le cosiddette «Settimane selvatiche»: i cataloghi propongono in Lunigiana la costruzione di un campo con tende e una settimana di vita a contatto con la natura o il percorrere l'Italia da città a città, da nord a sud, come antichi viandanti e pellegrini, da piazza Maggiore a Bologna a Piazza della Signoria a Firenze, da Firenze a piazza del Campo, a Siena, da Siena a Viterbo e da Viterbo a Roma, in un viaggio che dura ben 27 giorni.

Tra questi «nuovi turismi» si inserisce anche il turismo religioso, che ha il vantaggio di offrire posti belli a prezzi modici, pace, tranquillità e possibilità di riflettere e meditare. Sono 35 milioni gli italiani che ogni anno viaggiano alla scoperta dei tanti santuari, monasteri ed eremi disseminati nel nostro Paese. E, per farlo, secondo una ricerca di Federalberghi, sono disposti a spendere fino a 3 miliardi e mezzo di euro, cifra riferita all'intero giro d'affari del turismo religioso e pari ad appena il 5% annuo di tutto il giro d'affari turistico.
Poco più di mezza Italia, quindi, sceglie di trascorrere periodi più o meno lunghi alla ricerca di quello che possono offrire i luoghi di culto e di raccoglimento sparsi per la Penisola. E se 14 milioni sono i pellegrini, altri 21 milioni compongono il folto gruppo di coloro che viaggiano per motivi culturali, i cosiddetti «turisti della fede» che scelgono, per le loro vacanze, di soggiornare in monasteri, eremi, case d'accoglienza e di visitare musei, santuari, conventi. In Italia sono circa 100 mila le chiese e 1.763 i santuari. Di questi i più famosi sono una ventina e determinano un considerevole flusso di turisti, come nel caso di Assisi (Umbria), Loreto (Marche), Pompei (Campania), San Giovanni Rotondo (Puglia).

Quello del turismo religioso è un trend, secondo gli operatori, in corposa crescita: nel 1999 i viaggiatori che si muovevano per «motivazioni esclusivamente religiose» erano pari allo 0,5% del totale dei viaggi, per diventare l'1,5 nel 2001 e il 3% nel 2002. Solo a San Giovanni Rotondo i primi nove mesi del 2004 hanno fatto registrare una variazione positiva pari all'1,37% delle presenze e al 3,77% per gli arrivi. A testimoniare questa crescita positiva è la nascita della prima Borsa internazionale del Turismo religioso, che è stata organizzata nel dicembre scorso proprio a San Giovanni Rotondo e ha visto la partecipazione di operatori e buyers provenienti da tutto il mondo.

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