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Lavoro - Come cambierà il Tfr, arrivano sgravi per lavoratori e imprese

L'obiettivo del Governo è quello di presentare la riforma in Parlamento il prossimo aprile per farla così approvare entro il 30 giugno
ROMA - Spetterà al datore di lavoro scegliere dove versare il Tfr dei lavoratori per i quali scatta il meccanismo del silenzio-assenso. E' questa una delle novità principali della riforma del Tfr, ma il decollo della previdenza integrativa, secondo le intenzioni dell'esecutivo, porterà una piccola rivoluzione anche sul fronte fiscale: la bozza del Governo fissa infatti al 15% l'aliquota per le prestazioni di previdenza complementare e prevede anche particolari sgravi fiscali per le imprese.
Confermata l'istituzione, presso l'Inps, di un Fondo pensione cosiddetto «residuale».
In dettaglio, questi i contenuti della bozza di riforma della previdenza complementare, messa a punto dai tecnici del Welfare e che sarà ora oggetto di un confronto con le parti sociali, già convocate per il prossimo 18 gennaio. L'obiettivo del Governo è quello di presentare la riforma in Parlamento il prossimo aprile per farla così approvare entro il 30 giugno.

Ecco come si articola la riforma.
- SILENZIO-ASSENSO: il lavoratore avrà 6 mesi di tempo per decidere il «destino» del suo Tfr, ossia la vecchia liquidazione, e cioè se lasciarlo in azienda oppure se dirottarlo verso i fondi pensione. Decorso tale termine, il datore del lavoro sceglierà dove versare il Tfr optando tra fondi negoziali collettivi, fondi aziendali (di categoria o di settore) e fondi regionali. I lavoratori non di nuova occupazione (cioè assunti prima del '93) e già iscritti ad un fondo pensione, potranno scegliere se lasciare in azienda il Tfr residuo oppure devolvere le nuove quote di Tfr esclusivamente nella previdenza complementare.
- FONDO PENSIONE INPS «RESIDUALE»: Presso l'Inps, viene istituito un fondo per l'acquisizione del Tfr di quei lavoratori che, attraverso il silenzio-assenso, non hanno trovato soluzione nè nel fondo aziendale o collettivo, nè in un fondo pensione di settore nè in un fondo regionale. Il Fondo accoglierà anche quote di Tfr di quei lavoratori i cui datori di lavoro non hanno attivato una forma complementare collettiva, e non dispongono di un fondo aziendale o di settore. Tale Fondo sarà amministrato da 5 membri «esperti» nominati dal Ministero del Welfare di concerto con l'Economia.
- LIBERA CIRCOLAZIONE: è una delle novità previste dalla bozza. Il lavoratore dovrà restare nel fondo pensione per un periodo non inferiore ai 2 anni, e una volta trascorso tale termine, potrà chiedere il trasferimento.
Il lavoratore potrà anche optare per una nuova iscrizione ad un fondo pensione diverso da quello a cui risulta iscritto, fermo restando però che la contribuzione vada fatta ad un solo fondo: non sono cioè possibili contribuzioni contestuali a più fondi pensione. All'interno di un unico fondo, la contribuzione potrà anche essere devoluta a più linee di investimento.
- FISCALITA': è uno degli aspetti più attesi dalla riforma. Le prestazioni pensionistiche saranno assoggettate all'imposta del 15%, che verrà ridotta del 2% per ogni anno oltre la soglia dei 15 anni. Lo scopo è quello di attivare «una reale agevolazione fiscale». Per i neo-assunti in regime di calcolo contributivo, vengono previste forme di agevolazioni sulle contribuzioni che eccedono l'importo esente da contribuzione pensionistica pubblica obbligatoria, entro un determinato limite annuo (150 mila Euro). Nella fase di contribuzione, anche coloro che non raggiungono un versamento fiscalmente deducibile massimo applicando la regola del 12% del loro reddito complessivo, potranno versare 5.164,23 Euro in esenzione d'imposta. Ma bisogna comunque aggiornare il limite fiscale in valore assoluto all'incremento dell'inflazione annua.
- IMPRESE: nella bozza, viene fatto esplicito riferimento alla necessità di realizzare misure di compensazione per le imprese cui verrebbe a mancare il flusso di Tfr annuo (si parla di 13 mila miliardi delle vecchie lire). Il Governo ipotizza di elevare dal 3 al 4-5% dell'ammontare di Tfr versato a forme di previdenza complementare, l'accantonamento di una speciale riserva in sospensione d'imposta.
- GOVERNANCE: previsto un nuovo modello di governance per i fondi aperti e per i fondi assicurativi, con l'istituzione di un albo per gli amministratori indipendenti dei vari fondi pensione e per il responsabile del fondo.
- COVIP: più poteri alla Commissione di Vigilanza sui fondi pensione, cui spetterà il compito di introdurre procedimenti di autorizzazione «tesi a semplificare gli iter sia temporali sia procedurali».

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