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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:45

«Stanchi di cercar lavoro»

I dati dell'Istat sulle forze di lavoro (in ritardo a causa della mobilitazione dei dipendenti dell'Istituto contro la Finanziaria e i tagli alla ricerca), oltre a raccontare di un'Italia in cui la percentuale di disoccupati è in calo (7,4%), denunciano la rinuncia da parte di 112.000 meridionali alla ricerca di un'occupazione. Un dato questo - spiegano gli esperti - che dipende probabilmente dall'effetto «scoraggiamento» ovvero dalla rinuncia di una parte delle persone in età di lavoro dalla ricerca concreta di un impiego
ROMA - Un tasso di disoccupazione da anni Settanta: anche se le nuove serie storiche si fermano al 1992 per ritrovare percentuali di senza lavoro intorno a quella rilevata nel terzo trimestre 2004 (7,4%) bisogna tornare indietro di quasi trent'anni. Secondo la rilevazione sulle forze di lavoro diffusa oggi dall'Istat (in ritardo a causa della mobilitazione dei dipendenti dell'Istituto contro la Finanziaria e i tagli alla ricerca) la disoccupazione nel terzo trimestre 2004 è scesa di sei punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2003. L'Istat segnala che il calo delle persone in cerca di occupazione (1,8 milioni, 137.000 in meno rispetto a un anno prima) è il risultato non solo della crescita occupazionale (+0,4% pari a 93.000 persone in più) ma anche della diminuzione delle forze di lavoro (-0,2% pari a 44.000 unità in meno). Un dato questo che dipende probabilmente dall'effetto «scoraggiamento» ovvero dalla rinuncia di una parte delle persone in età di lavoro dalla ricerca concreta di un impiego. E la rinuncia è stata sensibile soprattutto nel Mezzogiorno con 112.000 persone in cerca di occupazione in meno, risultato di 17.000 occupati in più e di 95.000 unità in meno tra le forze di lavoro. I dati dell'Istat sono stati commentati con soddisfazione dal Governo e con preoccupazione dall'opposizione e dai sindacati. Il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ha espresso «grande soddisfazione» per il calo del livello della disoccupazione al 7,4%. «E' la dimostrazione - ha detto - che le riforme strutturali realizzate stanno ottenendo risultati». Dati «assolutamente soddisfacenti» anche per il ministro del Welfare Roberto Maroni. «Dimostrano - ha detto - che l'entrata in vigore della legge Biagi sta dando efficacemente i suoi frutti». Sulla stessa linea il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi che sottolinea come l'aumento dell'occupazione si sia avuto nonostante la bassa crescita economica. La Cgil segnala invece come cali il numero delle forze di lavoro: «Non è vero - ha affermato il segretario confederale Marigia Maulucci - che diminuisce il tasso di disoccupazione. E' vero piuttosto che aumenta il tasso di sfiducia soprattutto di donne e giovani, soprattutto meridionali nella possibilità di trovare un lavoro, che, dunque, non viene più neanche cercato».
Ecco in sintesi una fotografia della situazione delle forze di lavoro nel terzo trimestre di quest'anno:
* DISOCCUPAZIONE AI MINIMI: La disoccupazione nel terzo trimestre è risultata pari al 7,4%, il minimo da quando ci sono le nuove serie storiche (1992) sei decimi di punto in meno rispetto a un anno prima. I senza lavoro sono 1,8 milioni, 137.000 in meno rispetto allo stesso periodo del 2003. Nel Mezzogiorno la disoccupazione passa dal 14,9% al 13,6%. L'Istat segnala però che al dato ha contribuito anche la rinuncia, soprattutto da parte delle classi di età più giovani e della componente femminile del Mezzogiorno, a intraprendere concrete azioni di ricerca di impiego. Il tasso di disoccupazione al netto dei valori stagionali è risultato dell'8,1%, invariato rispetto al secondo trimestre 2004.
* OCCUPAZIONE AUMENTA, MA SOLO PER GLI UOMINI: Gli occupati sono 22.485.000, 93.000 in più rispetto a un anno prima (+0,4%) ma l'aumento è esclusivamente nella componente maschile (+0,7%). Oltre la metà dei lavoratori in più si registra nel Nord (+49.000 pari allo 0,4%) mentre nel Sud si segnalano solo 17.000 lavoratori in più (+0,3%). Nel terzo trimestre erano occupati 13.733 uomini (+0,7%) e 8.753 donne (dato invariato)
* SUD SCORAGGIATO: Le forze di lavoro hanno perso terreno rispetto a un anno prima fermandosi a 24.286.000 unità (-0,2%) con 44.000 persone in meno. Il calo è dovuto esclusivamente alla riduzione delle forze lavoro nel Mezzogiorno (-95.000) mentre nel Nord (+38.000) e nel Centro (+13.000) l'aggregato risulta in aumento. Secondo l'Istat al Sud nelle fasce dei più giovani e delle donne si è in molti caso rinunciato alla ricerca attiva di un impiego. Tra le forze di lavoro diminuiscono le donne (-1,1%) mentre aumentano gli uomini (+0,4%).
* TASSO ATTIVITA': Nel terzo trimestre il tasso di attività delle persone tra i 15 e i 64 anni perde terreno fermandosi al 62,3%, sei decimi di punto in meno rispetto al terzo trimestre 2003.
* MENO PART TIME E CONTRATTI A TERMINE: I 93.000 occupati in più sono il risultato di 188.000 unità in più a tempo pieno e 95.000 in meno a tempo parziale. A fronte di 79.000 lavoratori indipendenti in più ci sono appena 15.000 unità dipendenti in più. Se l'occupazione dipendente cresce poco lo fa però in maniera stabile. I 15.000 dipendenti in più sono infatti il risultato di 101.000 unità in più permanenti e di 87.000 in meno a termine.
* BOOM LAVORATORI IN COSTRUZIONI (+9,9%) CALA INDUSTRIA: Gli occupati nell'industria in senso stretto (escluse le costruzioni) calano del 2,6% (-5,4% al Sud) mentre quelli nelle costruzioni aumentano del 9,9% (boom nel Mezzogiorno con un +14,3%). Nell'agricoltura si registra un aumento degli occupati totali del 2,1% mentre nei servizi l'incremento è dello 0,2%.

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