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Martedì 24 Ottobre 2017 | 05:59

Crack Parmalat - Bondi «azzanna» le banche

Il commissario muove anche verso il fronte delle banche italiane, avviando 45 azioni revocatorie fallimentari, di cui 10 relative a istituti esteri, per un controvalore superiore ai 3 miliardi di euro
MILANO - Enrico Bondi muove anche verso il fronte delle banche italiane, avviando 45 azioni revocatorie fallimentari, di cui 10 relative a istituti esteri, per un controvalore superiore ai 3 miliardi di euro. A Parma, intanto, i giudici delegati della sezione fallimentare del Tribunale, al lavoro per la formazione dell'elenco dei creditori, stimano in quasi 20 miliardi la somma dei debiti delle sedici società del gruppo Parmalat ammesse alla procedura straordinaria.
Attesa da tempo, la nuova iniziativa del commissario Bondi contro le banche italiane è solo una parte delle misure complessivamente studiate, dato che, sottolinea una nota di Collecchio, «altre azioni sono in corso di predisposizione».
Le revocatorie, infatti, puntano «a rendere inefficaci i pagamenti effettuati nell'anno anteriore alla dichiarazione dello stato di insolvenza delle società attrici, ove ricorrano i presupposti» previsti dalla legge. E in quest'ambito, si apprende da fonti legali, c'è in previsione il coinvolgimento di altri istituti bancari (italiani ed esteri) e di un corposo numero di fornitori non ancora coinvolti, anche in relazione alle vicende di Parmatour.
Si amplia così l'azione di Bondi che ha colpito finora Bank of America, con una richiesta di risarcimento da 10 miliardi di dollari, Citigroup (altri 10 miliardi) e i revisori Deloitte e Grant Thornton, destinatari a metà agosto dell'azione da complessivi 10 miliardi. A queste richieste si aggiunge l'azione di Bondi sul fronte delle revocatorie depositate presso il Tribunale di Parma contro Ubs (290 milioni di euro), Deutsche Bank (17 milioni) e Csfb (248,3 milioni).
A Parma, dal lavoro dei giudici della sezione fallimentare per la stesura dell'elenco dei creditori, emerge che i crediti in prededuzione (i primi a dover essere onorati) ammontano a 151 milioni, quelli privilegiati si attestano a 53,7 milioni e i chirografari a 19,4 miliardi. Ammessi con riserva, invece, crediti per 509,8 milioni.
Sono poco meno di 4,5 miliardi, invece, i crediti non presenti nella tabella riassuntiva del crac Parmalat. «L'ammontare complessivo dei crediti esclusi - si legge nella nota della sezione fallimentare - nominativamente indicati negli elenchi, è in corso di esatta quantificazione, raggiungendo oggi l'importo di euro 4.478.170.293,79».
I giudici, in questo caso, si sono «riservati di definire le modalità di votazione all'esito della redazione del prospetto informativo munito del nulla osta alla pubblicazione da parte della Consob».

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