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Fisco - Aumenta l'Ici

Tra il 2001 e il 2003 il 76,4% dei comuni capoluogo di provincia ha aumentato la tassa comunale sugli immobili di proprietà. Tra i capoluoghi di Puglia e Basilicata solo Brindisi e Matera hanno abbassato le quote in percentuale
VENEZIA - Tra il 2001 e il 2003 il 76,4% dei comuni capoluogo di provincia ha aumentato l'Ici. O più precisamente, hanno aumentato il gettito pro capite. Infatti, non tutti i Comuni presi hanno incrementato le aliquote o ridotto le detrazioni. A rilevarlo è l'ufficio studi degli artigiani di Mestre che denota come Agrigento, nel periodo preso in considerazione, ha accresciuto il gettito pro capite del 35,1% (record nazionale) con un aggravio di aliquota passata dal 5 al 6 per mille.
Nel 2003, infatti, i residenti della città siciliana hanno versato nelle casse comunali un valore medio pro capite pari a 161 euro.

«In molte città italiane che non hanno toccato le aliquote - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - l'aumento del gettito può essere dovuto all'effetto combinato di almeno tre fattori. Il primo: una lotta più serrata all'evasione. Il secondo: l'aumento del valore catastale degli immobili. Il terzo: l'espansione delle aree edificabili». Dopo la città siciliana, al secondo posto a livello nazionale troviamo Verona, che tra il 2001 e il 2003 ha aumentato il gettito pro capite del 32,5%. Nella città scaligera nel biennio preso in esame si è registrato un aumento dell'aliquota ordinaria passata dal 5,5 per mille al 6,8 per mille. In termini assoluti il valore pro capite era di 329,57 euro. A Cagliari, invece, di fronte ad una diminuzione dell'aliquota ordinaria dello 0,7 per mille, il gettito pro capite è aumentato del 23,2% attestandosi a 218,07 euro pro capite. Al quarto posto Savona (+23,1% per 190,98 euro pro capite) e al quinto Enna (+22,6% per 100,51 euro pro capite). Molto meglio è andata ai cittadini salernitani che hanno «subito» una riduzione degli importi pro capite del 13,1%, Viterbo dell'11,7% e Perugia del 10%.
In totale sui 106 comuni capoluogo di provincia esaminati ben 81 (pari al 76,4%) hanno incrementato il gettito.

«Più in generale - conclude Bortolussi - si deve ricordare che l'imposta comunale sugli immobili deve essere pagata non solo dai proprietari di fabbricati ad uso residenziale o commerciale, ma anche dai possessori delle aree edificabili o di terreni agricoli, nonché dai titolari dei diritti reali di godimento sugli immobili sopra elencati e dai conduttori in caso di locazione finanziaria. Infine, il pagamento dell'imposta spetta anche ai concessionari di aree demaniali dopo aver ultimato la costruzione dell'immobile».

ICI: VARIAZIONE 2001-2003 - COMUNI CAPOLUOGO DI PUGLIA E BASILICATA - VALORE PRO CAPITE - VARIAZ. % 2003

BARI 255,45 10,3
LECCE 212,45 4,5
TARANTO 195,33 5,4
FOGGIA 153,20 4,2
BRINDISI 173,40 -7,6

POTENZA 111,43 14,6
MATERA 146,27 -4,9

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