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Occupazione in calo al Sud

E' il Centro a trainare la crescita dell'occupazione italiana. Dei 163 mila occupati in più registrati nel secondo trimestre del 2004, infatti, ben 144 mila (88,3%) appartengono alle regioni centrali, appena 33 mila a quelle settentrionali, mentre al Mezzogiorno si è verificato un calo di 14 mila unità
ROMA - E' il Centro a trainare la crescita dell'occupazione italiana. Dei 163 mila occupati in più registrati nel secondo trimestre del 2004, infatti, ben 144 mila (88,3%) appartengono alle regioni centrali, appena 33 mila a quelle settentrionali, mentre al Mezzogiorno si è verificato un calo di 14 mila unità. Rispetto alla crescita media nazionale dello 0,7%, sullo stesso periodo dell'anno precedente, il Centro Italia ha segnato quindi un record di +3,2%, contro il +0,3% del Nord e il -0,2% del Sud. Un primato raggiunto già nel trimestre precedente, quando l'occupazione era cresciuta al Centro di ben il 4,7%. E' quanto emerge dalla "Nota flash" sull'occupazione, diffusa dal ministero del Welfare, che riporta dati Istat relativi all'ultima rilevazione sulle forze di lavoro.
Il Centro è anche l'area del Paese dove aumenta di più l'offerta di lavoro. Le forze di lavoro, infatti, salgono del 2,2%, a fronte di un modesto +0,7% del Nord e del netto calo evidenziato dal Sud (-1,8%), che fa scendere la media nazionale a +0,2%. Sempre meno, inoltre, sono le persone in cerca di occupazione nelle regioni centrali (-11,4%). Di poco inferiore, in questo caso, il risultato del Mezzogiorno (-10,2%), mentre è il Nord a mostrare un'inversione di tendenza, con un incremento addirittura del 10,1% (-6% il dato nazionale). Solo nel Settentrione, inoltre, risulta in lieve aumento il tasso di disoccupazione (+0,3%), contro il calo registrato sia al Centro (-0,9%) sia soprattutto al Sud (-1,4%). A livello nazionale, i senza lavoro sono diminuiti dello 0,5% raggiungendo il 7,9% complessivo.
A LAZIO PRIMATO INCREMENTO, 118MILA NUOVI POSTI IN UN ANNO
Va al Lazio il primato della crescita dei posti di lavoro tra giugno 2003 e giugno 2004. Dei 144mila nuovi occupati delle regioni centrali, infatti, ben 118mila sono in questa regione. In crescita, anche se più contenuta, l'occupazione in tutte le altre regioni del Centro. Nelle Marche si registrano 14mila posti in più, in Umbria 8mila e in Toscana 4mila. Ma, ai vertici della classifica regionale, subito dopo il Lazio figurano la Lombardia con un incremento di 28mila posti di lavoro e la Campania (+27mila).
Al Nord, dopo la Lombardia, troviamo il Piemonte (+16mila), il Trentino Alto Adige (+6mila), il Friuli Venezia Giulia (+4mila). Cala invece l'occupazione in Veneto e Valle d'Aosta (entrambi -2mila), in Emilia Romagna (-4mila) e, soprattutto, in Liguria che perde in un anno ben 14mila posti di lavoro. Al Mezzogiorno, invece, subito dopo la Campania, si posizionano la Sicilia (+3mila posti) e il Molise e Basilicata (entrambi +1.000). Occupazione in calo, invece, in Calabria (-3mila), in Sardegna (-10mila), in Puglia (-12mila) e in Abruzzo che con 20mila lavoratori in meno è la regione italiana che perde più posti.
DISOCCUPAZIONE CALA A CENTRO E SUD MA CRESCE A NORD
Anche se si considera il tasso dei senza lavoro, tra le regioni del Centro, è ancora il Lazio a registrare la migliore performance, con un calo dei senza lavoro di ben il 2,8%. Buono anche il risultato dell'Umbria (-0,9%), mentre la disoccupazione cresce in Toscana (+1%) e Marche (+0,6%). Ma, a livello nazionale, meglio del Lazio sono andate Basilicata (-4,3%) e Campania (-3,3%). Disoccupati in calo anche in Sicilia (-2,4%) e Calabria (-1,9%). Nelle altre regioni del Sud, invece, la disoccupazione aumenta: +1,7% in Abruzzo e in Sardegna, +1,4% in Molise, +0,5% in Puglia.
Il tasso di senza lavoro cresce, poi, seppure lievemente, in tutte le regioni del Nord: +0,7% in Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Liguria, +0,4% in Veneto, +0,3% in Piemonte e Lombardia, +0,2% in Emilia Romagna e +0,1% in Trentino Alto Adige. Complessivamente, nel secondo trimestre 2004 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il tasso di disoccupazione diminuisce in media, in Italia, dello 0,5%. Ma, se cala al Centro e al Sud (rispettivamente, -0,9% e -1,4%), al Nord risulta in crescita dello 0,3%.
PRIMATO IN TUTTI SETTORI TRANNE COSTRUZIONI
Al Centro la crescita dell'occupazione segna un record in tutti i settori, ad eccezione delle costruzioni. L'incremento maggiore, si legge nella "Nota Flash" del ministero del Welfare, si rileva in agricoltura, con un +13,3% delle regioni centrali, contro il +5% del Nord e appena il 2% del Sud (la media nazionale si ferma a +4,7%). Nel terziario, poi, il Centro è l'unica area dove si registra un andamento positivo, seppure più contenuto. Nei servizi, infatti, gli occupati aumentano solo nelle regioni centrali (+3%), mentre sono stabili al Nord e calano dello 0,7% al Mezzogiorno. E' proprio il dato del Centro, quindi, a "salvare" il segno positivo della media nazionale (+0,4%).
Anche per quanto riguarda l'occupazione nell'industria, il Centro mantiene il primato nel Paese, con una crescita del 2,8%, che invece si ferma allo 0,7% al Sud e allo 0,4% al Nord (+0,9% il dato nazionale). E, se si considera solo l'industria in senso stretto, il Centro anche in questo caso è l'unica area a evidenziare un risultato positivo (+3,2%). Che però non compensa il -1,1% del Nord e il -1,5% del Sud, tanto che anche la media nazionale resta negativa (-0,5%). Nelle costruzioni, invece, il Centro cede il primato di fronte alla crescita record di occupati del Nord (+6,7%), fermandosi al +1,6%, superato anche dal +3,9% del Mezzogiorno (+4,8% media nazionale).
BOOM PART TIME E LAVORATORI AUTONOMI
Sempre al Centro, è boom del part time.
L'orario ridotto, infatti, è scelto dal 14,1% dei lavoratori. Un'incidenza superiore sia a quella del Nord (12,9%) sia a quella del Sud (10,6%) e alla stessa media nazionale (12,5%). Al Centro, infatti, gli occupati a tempo parziale sono aumentati, nel secondo trimestre 2004, del 4,9% mentre il dato italiano risulta in calo dello 0,3%. Pesa, infatti, la netta flessione del Mezzogiorno (-8,4%) e il modesto +1,6% del Nord. I contratti a termine, invece, diminuiscono ovunque (-7,7% al Nord, -4,4% al Centro, -3,8% al Sud e -5,6% la media nazionale). Il Centro (12,1%), però, è secondo dopo il Sud (15,9%) come incidenza del tempo determinato sul totale degli occupati, che al Nord non supera il 9,6% e in tutta Italia l'11,9%.
Il primato del Centro nella crescita dell'occupazione è confermato sia per i lavoratori dipendenti sia per gli indipendenti. I primi, infatti, aumentano del 2,2% raggiungendo 3.237.000 unità, mentre al Nord restano stabili a quota 8.246.000 e al Sud crescono dello 0,4% arrivando a 4.657.000. Complessivamente, i dipendenti italiani ammontano a 16.141.000, pari allo 0,6% in più rispetto al secondo trimestre 2003. Ma il vero boom, al Centro, si registra tra i lavoratori autonomi che, con il 5,8% in più, diventano 1.337.000. Se al Nord l'aumento nello stesso periodo è solo dell'1% (3.174.000 unità), al Sud il dato è in calo dell'1,8% scendendo in valori assoluti fino a 1.787.000. A livello nazionale, gli indipendenti aumentano fino a 6.297.000 (+1,1%).
BUONA PERFORMANCE TRAINATA DA REGIONI CENTRALI
La buona performance complessiva dell'occupazione, nel secondo trimestre 2004, spiega la "Nota flash" del ministero del Welfare, è «dovuta in buona misura alla crescita della popolazione, visto che il tasso di occupazione nella classe d'età 15-64 anni flette di un decimo di punto». Una crescita, continua l'analisi, «allocata in particolare nel Centro del Paese, mentre il Nord registra una sostanziale stasi, con un notevole calo nel Nordest; ancor meno positiva la situazione per il Mezzogiorno dove la riduzione dello 0,8% registrata nel primo trimestre è stata solo in parte compensata nel secondo, che evidenzia ancora un calo dello 0,2% rispetto a 12 mesi prima».
«Sostanzialmente stabile -prosegue lo studio- l'offerta di lavoro, che tuttavia sottende andamenti estremamente diversi sul territorio nazionale. Spicca, in particolare, la forte crescita del Centro, contrastata dalla netta riduzione che può essere osservata nel Mezzogiorno». Differente anche l'andamento sul territorio del tasso di disoccupazione, «con un netto calo nel Centro, grazie alla crescita degli occupati, e nel Mezzogiorno, dove al contrario diminuiscono gli attivi, rispetto a un incremento.

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