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Ore decisive per il controllo di Bnl

Si preparano le contromosse del patto di sindacato all'assalto del "contropatto", guidato da Francesco Gaetano Caltagirone. I soci forti (Bbva, Generali e Della Valle), guardano ad un intervento di Bankitalia
ROMA - Ore decisive per il controllo di Bnl.
Nel silenzio rigoroso che impongono le operazioni complesse, si preparano le contromosse del patto di sindacato all'assalto del "contropatto", guidato da Francesco Gaetano Caltagirone. Una reazione che, a questo punto, potrebbe riservare anche imminenti colpi di scena. Le uniche indiscrezioni che trapelano dalla stanza dei bottoni in cui si sono stretti i soci forti Bbva, Generali e Della Valle, guardano ad un intervento di Bankitalia.
Intervento che, secondo fonti finanziarie, potrebbe realizzarsi attraverso l'esercizio della moral suasion ma anche, secondo voci insistenti che non trovano però conferme ufficiali, attraverso il via libera all'ingresso accanto ai componenti del patto di un nuovo socio.
Operazione che potrebbe preludere anche al lancio di un'opa. E sarebbe proprio questa una delle ipotesi al vaglio dei soci raccolti nel patto di sindacato e, soprattutto, del Banco di Bilbao, che proprio oggi ha evitato di commentare gli ultimi sviluppi, pur ribadendo la natura strategica dell'investimento in Bnl.
A parte il costo dell'opa, i soci infatti dovrebbero prendere in considerazione anche l'eventualità di una reazione dei soci del contropatto che, dopo l'ingresso di Stefano Ricucci e l'aumento della quota in mano a Luca Bonsignore, ha in mano una partecipazione azionaria vicina a quella del patto di sindacato.
I due schieramenti sarebbero ormai vicinissimi, spartendosi con quote pressochè omogenee, al limite della soglia opa, quasi il 60% del capitale dell'istituto romano. Ago della bilancia, oltre alle scelte di Mps (4,6%) e Popolare di Vicenza (3,5%), i nuovi ingressi di queste ore. A partire da quello consistente del finanziere e imprenditore italo-argentino Franco Macri, che si aggirerebbe inotrno al 3-4%.
Intanto, domani è il giorno del cda della Banca romana. Un'occasione per discutere e limare la strategia da mettere in campo. Questo anche in considerazione di un possibile ulteriore rafforzamento del fronte che si contrappone ai soci del patto guidato dal Presiente Luigi Abete, con il 28,4% del capitale garantito da Bbva (14,9%), Generali (8,5%) e Della Valle (5%). Il contropatto, infatti, secondo indiscrezioni, avrebbe di fatto già in mano una quota vicina al 29%.
Intanto, l'attenzione sull'assetto azionario e sul controllo della banca continua a fare bene al titolo, che oggi a Piazza Affari ha guadagnato lo 0,82%. Gli scambi si sono infatti impennati ed hanno raggiunto quota 76,9 milioni di azioni pari al 3,4% del capitale sociale attuale.
Il nuovo assetto azionario di Bnl vede contrapporsi il patto di sindacato promosso da Abete, che detiene il 28,4% del capitale con Bbva (14,9%), Generali (8,5%) e Della Valle (5%), e il "contropatto" che riunisce il 24,3% diviso tra Francesco Gaetano Caltagirone (4,93

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