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I cda di Telecom e Tim hanno approvato la fusione delle società

L'operazione - si legge in una nota congiunta - prevede il lancio di un'Opa volontaria su 2/3 del flottante delle ordinarie Tim e sulla totalità di quelle di risparmio ad un prezzo di 5,6 euro. L'opa di Telecom sul flottante Tim avrà un controvalore di 14,5 miliardi di euro
MILANO - I cda di Telecom e Tim hanno approvato la fusione delle società. L'operazione - si legge in una nota congiunta - prevede il lancio di un'Opa volontaria su 2/3 del flottante delle ordinarie Tim e sulla totalità di quelle di risparmio ad un prezzo di 5,6 euro. L'opa di Telecom sul flottante Tim avrà un controvalore di 14,5 miliardi di euro. Lo si legge nella nota congiunta dove si precisa che l'esborso derivante dall'acquisto delle azioni sarà sostenuto da un finanziamento «per un massimo di 12 miliardi, concesso da un pool di istituzioni finanziarie» con Jp Morgan capofila e partecipato da Intesa, Mcc, Mediobanca ed Unicredit. Per il rimanente (2,5 miliardi) Telecom utilizzerà la propria liquidità che al 30 novembre scorso era di 7,5 miliardi ed è attesa salire a 8,8 miliardi a fine anno.
In caso di pieno successo dell' Opa, l'indebitamento netto consolidato del gruppo si porterà ad un livello complessivo di poco superiore ai 44 miliardi di euro. Una somma, si legge nella nota congiunta, «che si reputa compatibile con la struttura finanziaria di Telecom Italia» dopo l'esito della fusione, «avuto riguardo - precisa la nota - al miglioramento dei flussi di cassa attesi, all' accresciuta dimensione patrimoniale e alla maggiore capitalizzazione di mercato».
Nonostante «l'incremento del livello di indebitamento», quindi, il nuovo gruppo esclude «riduzioni del rating della società a valle della fusione». Attualmente Baa2 per Moody's, BBB+ per Standard & Poor's, A- per Fitch.

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