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Martedì 26 Settembre 2017 | 22:03

Al Sud occupazione sempre in calo

La Svimez fotografa una situazione occupazionale pesante e preoccupante di meno 14mila posti di lavoro, nel secondo trimestre 2004, pari a una riduzione dello 0,2%
ROMA - Mentre le associazioni imprenditoriali chiedono una «svolta» per il Sud lanciando le proposte contenute nella seconda parte del «Progetto Mezzogiorno», la Svimez «fotografa» una situazione occupazionale pesante e preoccupante: -14.000 posti di lavoro nel Sud, nel secondo trimestre 2004, pari ad una riduzione dello 0,2%.
I ricercatori della Svimez sono giunti a queste cifre rielaborando i dati Istat che tengono conto del nuovo sistema di «rilevazione continua sulle forze di lavoro». Analizzando l'andamento dell'occupazione nelle due grandi ripartizioni del Paese nel periodo quarto trimestre 2002 e secondo trimestre 2004, la Svimez afferma che «il processo di creazione di posti lavoro aggiuntivi al Sud si è di fatto arrestato dalla metà del 2002. Nell'area meridionale, infatti, nel corso degli ultimi due anni (giugno 2002-giugno 2004) l'occupazione complessiva si è ridotta complessivamente di circa 26mila unità. Nel Centro-Nord, nello stesso periodo, il numero di occupati complessivi è, invece, aumentato di 647mila unità. E' venuta dunque manifestandosi - afferma la Svimez - una profonda divaricazione negli andamenti tra Sud e Nord dopo una non breve fase ciclica (compresa fra il 1999 e il 2002) in cui, invece, entrambe le macro-aree avevano registrato significativi incrementi dell'input di lavoro impiegato, anche superiori a quelli che si sarebbero attesi in base alla dinamica del prodotto».
I dati a livello nazionale e relativi al periodo aprile-giugno 2004 indicano una crescita del numero di occupati di 163.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2003 (+0,7%), ma come rilevato dalla Svimez, se nel Centro-Nord l'occupazione cresce dell'1,1% (+177.000 unità),nel Mezzogiorno al contrario nel secondo trimestre dell'anno si sono persi 14.000 posti di lavoro (-0,2%).
Il persistere di una fase di crescita lenta dell'economia, prosegue l'analisi Svimez, sembra dunque manifestare con maggiore intensità i suoi effetti sulla dinamica dell'occupazione nel Mezzogiorno, confermando anche la scarsa rilevanza che in tale area le misure di flessibilizzazione del mercato di lavoro (sia quelle già a regime della legge Treu sia quelle in fase di definizione e di avvio della legge Biagi) assumono in assenza di un'adeguata dinamica del prodotto dell'area. Nel Centro-Nord, invece, il sistema economico sembra ancora in grado, grazie ad un mix di misure di flessibilizzazione e di politiche di moderazione salariale, di creare occupazione aggiuntiva, sia pur in larga misura concentrata in settori ed occupazioni a bassa produttività.
Pur non esistendo ancora dati ufficiali al riguardo, può, inoltre, ritenersi che una buona parte della crescita occupazionale al Centro-Nord, conclude la Svimez, sia dovuta al provvedimento di regolarizzazione degli stranieri che, come noto, si concentrano soprattutto in impieghi con qualifiche più basse (principalmente nei settori agricolo ed edile) e, in particolare, nelle grandi città centro-settentrionali.

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