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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 17:59

Pezzotta: «Rotto il dialogo con le parti sociali»

Il segretario generale della Cisl, dopo l'approvazione del maxi emendamento sul fisco.: «Non c'è stato alcun confronto con le parti sociali, non solo con il sindacato ma con nessuna delle altre organizzazioni rappresentative. Tutta la responsabilità sta in capo al governo e alle sue decisioni. A questo punto non solo lo sciopero del 30 novembre diventa necessario, ma è utile, importante e sarà la prima grande risposta che il sindacato italiano darà». In vista altre mobilitazioni
ROMA - Qualcuno ha rotto il rapporto di confronto e di dialogo con le parti sociali, e a farlo non è stato certo il sindacato. E' duro il giudizio del segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, dopo l'approvazione del maxi emendamento sul fisco. E il leader della Confederazione preannuncia dopo lo sciopero del 30 altre iniziative di mobilitazione.
«Non c'è stato alcun confronto con le parti sociali, non solo con il sindacato ma con nessuna delle altre organizzazioni rappresentative - ha dichiarato Pezzotta riferendosi al varo del provvedimento sul fisco -. Non siamo noi a rompere il rapporto. Qualcuno ha interrotto il confronto e il dialogo con le parti sociali e non siamo stati noi, noi siamo ancora in attesa di essere convocati. Tutta la responsabilità sta in capo al governo e alle sue decisioni». Pezzotta ha quindi aggiunto che «a questo punto non solo lo sciopero del 30 diventa necessario, ma è utile, importante e sarà la prima grande risposta che il sindacato italiano darà».
Con il sindacato - ha ribadito ancora una volta il segretario della Cisl - non c'è stato neanche uno scambio di opinione. Se questa è la strada che intraprendono noi ci attrezzeremo per portare avanti le nostre iniziative nelle forme e nei modi che riteniamo più opportuni. Allo sciopero seguiranno presidi davanti al Parlamento durante il dibattito sulla finanziaria (perchè dobbiamo spiegare ai deputati come la pensiamo e vogliamo sapere come votano). Poi ci sarà una iniziativa sul Mezzogiorno a metà gennaio e un'altra a Milano a metà febbraio sulla situazione dell'industria. Insomma - ha concluso - c'è uno stato di mobilitazione del sindacato che durerà nel tempo».
Riferendosi più in particolare alla Finanziaria Pezzotta ha ribadito il suo giudizio negativo. «Siamo di fronte - ha detto - a una manovra sostanzialmente sbagliata, che non affronta le questioni vere del paese. Una manovra che certo non avrà effetti positivi sulla nostra economia. Siamo davvero preoccupati. Sono interventi che non abbiamo capito, che sicuramente vanno in una direzione diversa da quella che noi più volte abbiamo chiesto. Vanno in direzione diversa - ha concluso il leader della Cisl - anche rispetto al documento che i sindacati e parecchie associazioni imprenditoriali hanno firmato sul Mezzogiorno».
«Proporci il 3,7% per il rinnovo del contratto di lavoro per il pubblico impiego significa dirci che non si vogliono rinnovare». Lo ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, a margine di una iniziativa organizzata da Cisl-Scuola sui problemi dell'istruzione. «Se guardo al pubblico impiego - ha detto Pezzotta - le preoccupazioni, già grandi nella Finanziaria nel suo insieme, aumentano. Reagiremo nei modi e nelle forme dovute con decisione. La scuola - ha aggiunto il sindacalista - che doveva essere il punto vero di svolta perché guarda all' innovazione e alla crescita di questo paese, subisce un taglio del 3% e una riduzione dei docenti in modo generico e generalizzato. Invece di avere più risorse, come abbiamo chiesto, ne abbiamo meno. Però - ha fatto notare il leader della Cisl - si distribuiscono e si danno più soldi a chi soldi già ne ha. Questa riduzione delle tasse così com'è stata concepita a parte la lacrimuccia compassionevole del fondo di solidarietà che non cambia nulla dal punto di vista della sostanza, dà molti soldi a chi ne ha e pochi a chi ne dovrebbe avere. Manca tutta la politica di tutela del reddito, manca la restituzione del dovuto fiscal-drag, mancano tutta una serie di condizioni e soprattutto si interviene pesantemente».
Secondo Pezzotta, inoltre, il peggioramento della scuola e dei servizi pubblici avrà ricadute negative sull'insieme del paese. «Non è possibile pensare a un processo riformatore senza risorse senza personale adeguato». Per la scuola, secondo il leader della Cisl «la questione dirimente riguarda la riduzione degli investimenti e la riduzione del personale docente». «Anche su questo terreno, dopo il risultato dello sciopero del 15 novembre - ha concluso Pezzotta - intendiamo mettere in campo ulteriori iniziative di mobilitazione».

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