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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 01:41

Accordo sul Fisco nella Casa delle Libertà

Berlusconi: «La maggioranza compatta vara una riforma epocale, l'opposizione ha fatto di tutto per non farci rispettare l'impegno preso con gli italiani; sono state trovate tutte le coperture, c'è l'ok della ragioneria». Per l'opposizione, è propaganda e la copertura é incerta. Per Confindustria, c'è poco per la competitività delle imprese
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L'accordo sul taglio delle tasse raggiunto nella maggioranza non rappresenta soltanto una vittoria politica di Berlusconi: promette di essere anche il crocevia strategico della legislatura.
Alla fine di una trattativa durata settimane, un po' tutti i protagonisti del centrodestra si sono concessi reciprocamente l'onore delle armi: in particolare Siniscalco ha definito «realistica e con i piedi per terra» la riforma, condivisa dalle strutture tecniche di via XX settembre e dalla Ragioneria di Stato. Nessuno ha fatto violenza a nessuno, ha tenuto a precisare, ricordando di aver esercitato con determinazione il ruolo di controllore dei conti pubblici (una riforma senza copertura oltre che incostituzionale si sarebbe rivelata un boomerang politico).
Rimane tuttavia in sospeso la domanda sul come si sia riusciti a raddoppiare nel giro di quindici giorni la copertura inizialmente individuata dal ministro dell'Economia (3,7 miliardi): una cifra giudicata insufficiente da Berlusconi che è giunto fino a minacciare le elezioni anticipate se non si fosse riusciti a incrementarla sostanzialmente. Negli ambienti di Forza Italia la certezza è di aver abbattuto resistenze quasi ataviche: come dice il Cavaliere, la partita non è stata facile perchè la Cdl è composta da partiti che hanno elettorati diversi; accenno implicito alla questione degli statali, tradizionale base di An ed Udc, i cui organici - ha fatto sapere il premier - saranno diminuiti di 75.000 unità entro il 2007 con il blocco del turn over.
L'interrogativo, a questo punto, è se il taglio di domani (che secondo il presidente del Consiglio dovrebbe essere solo il primo passo per giungere a un'imposizione massima del 33 per cento) costituirà davvero una sferzata per l'economia. I dubbi sono leciti e del resto lo stesso Berlusconi ha ammesso che servirebbe un calo delle tasse in deficit, e di ben altre proporzioni, come hanno fatto gli Stati Uniti tagliandole di sette punti percentuali. A ciò probabilmente si riferisce Siniscalco quando dice che gli è toccato fare il ministro dell'Economia e chiarire l'impraticabilità di una riforma senza copertura.

Berlusconi tuttavia non dispera di convincere l'Ue a rivedere il Patto di stabilità: ufficialmente, ragiona il premier, nessuno è contrario e l'Italia ha ottenuto che se ne cominci a parlare già a dicembre; a marzo 2005 questo sarà uno dei temi cardine dell'Europa, a cui sono interessate anche Germania e Francia. Il Cavaliere è sicuro di riuscire a convincere i partner dell'opportunità di una riforma che potrebbe dare ossigeno a tutta l'economia continentale.
Ma soprattutto Berlusconi conta sull'impatto psicologico di una misura che solo tre anni fa appariva impensabile: epocale, la definisce, perché abbinata alla durata dell'esecutivo. Questo sarà il primo governo che completerà tutta una legislatura, assicura Maroni, con effetti di stabilità: è un buon motivo, commenta il ministro leghista, per escludere dall' orizzonte politico l'ipotesi di un abbinamento delle elezioni regionali a quelle politiche il prossimo anno.

Nel complesso l'impressione è che la schiarita nella Cdl possa essere duratura: Follini ha detto che la riforma fiscale è lontana dalle «avventure» che temeva Casini e Fini l'ha promossa come una manovra «calibrata».

L'opposizione invece boccia compatta il taglio delle tasse alla stregua di pura pubblicità (Fassino). Secondo i Ds la Finanziaria non è di sviluppo e finisce per togliere i soldi da una tasca per metterli in un'altra con un vero e proprio depistaggio (Bersani). Diliberto dice un no chiaro al taglio delle tasse che servono per pagare la macchina dello Stato. Manca tuttavia una controproposta organica, che potrebbe essere messa a punto nel prossimo vertice con Prodi.

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