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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 20:04

Calano le vendite e la fiducia dei consumatori

A settembre terza flessione consecutiva della domanda: -2% su base annua rispetto allo stesso mese del 2003. La flessione della fiducia è dovuta principalmente al peggioramento delle valutazioni sul quadro economico generale del Paese. Giudizi più ottimistici sulle prospettive a breve termine
Spesa supermercato ROMA - A settembre, secondo i dati resi noti dall'Istat, le vendite del commercio al dettaglio subiscono una nuova flessione, la terza consecutiva, registrando un meno -2% rispetto allo stesso mese del 2003. Il calo rispetto al mese precedente, invece, è stato dello 0,2%. Le vendite dei prodotti alimentari hanno fatto registrare un calo dello 0,2% su base congiunturale e del 2,1% su base annua, mentre quelle dei prodotti non alimentari hanno registrato una variazione mensile negativa dello 0,3% e dell'1,9% rispetto a dodici mesi prima. Il calo di settembre risulta più forte per le imprese che operano su piccole superfici, con un -2,6% annuo, ma il valore delle vendite scende nuovamente anche per la grande distribuzione, che registrano un -1,3%. Sulla media dei primi tre trimestri, aggiunge l'Istat, si registra un calo dell'1,1% per le piccole superfici, contro una crescita dell'1,4% nella grande distribuzione.

CONFESERCENTI, PMI NEL TUNNEL
«Siamo ancora in una situazione di allarme rosso: le pmi commerciali hanno registrato nei primi nove mesi dell'anno un calo delle vendite reali di oltre 4 punti». E' quanto sottolinea, in una nota, la Confesercenti commentando i dati sulle vendite a dettaglio a settembre, diffusi oggi dall'Istat.
«Non c'è da meravigliarsi - prosegue la confederazione nella nota - se continuano a calare le vendite al dettaglio per piccoli, medi ed adesso anche grandi esercizi commerciali; il dato reso noto dall'Istat va a braccetto con quello pubblicato dall'Isae sul clima di fiducia dei consumatori in novembre che dopo mesi torna a peggiorare». L'economia che «non tira», la «forte incertezza sulla possibilità di mettere in campo misure in grado di rilanciarla», «la contrazione del potere d'acquisto delle famiglie e, dulcis in fundo, la perseverante campagna denigratoria a carico degli esercenti unita agli attacchi sconsiderati all'euro ed all'Unione Europea, di sicuro - conclude - non danno una spinta positiva alle vendite».

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