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Sabato 21 Ottobre 2017 | 06:58

La crescita dell'occupazione è finita

Secondo dati Cnel il ciclo positivo avviato nel 1997 con il pacchetto Treu è terminato e il mercato del lavoro ora fa i conti con la crisi. Come se non ce ne eravamo accorti
ROMA - Nel 2003 i posti di lavoro sono aumentati di 225 mila unità (+1%), portando per la prima volta il numero di occupati sopra i 22 milioni. Tuttavia il ciclo positivo avviato nel 1997 con il pacchetto Treu e alimentato negli anni successivi dalla domanda di lavoro e dal credito di imposta «si è esaurito», come dimostra «la battuta d'arresto dell'ultimo trimestre dell'anno» e la crescita meno sostenuta dell'inizio del 2004. E' quanto emerge dal rapporto sul mercato del lavoro 2003 elaborato dal Cnel, secondo cui le recenti difficoltà dell'occupazione riflettono il rallentamento generale dell'economia italiana.
Il mercato del lavoro, sottolinea il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, deve infatti fare i conti con l'aumento delle aziende in crisi, delle ore di cassa integrazione e dei lavoratori nelle liste di mobilità. Fattori a cui si aggiunge «l'arresto della dinamica produttiva nell'ultimo trimestre del 2003».

Il Cnel sottolinea che il risultato occupazionale del 2003 è «importante» e superato nell'area dell'euro soltanto dalla Spagna.
Tuttavia le persone in cerca di occupazione sono diminuite lo scorso anno di 67mila unità, contro le 104mila in meno del 2002. Invariati sono rimasti i tassi di disoccupazione tra i giovani (27,1%) e quello di lunga durata (5,3%). In questo modo l'Italia resta nelle posizioni di retroguardia della classifica europea per tasso di occupazione (55,6% contro la media del 64,3%) e in particolare per quello femminile (37,9% contro 55,2%) e degli over-55 (28,9% contro 40,1%).

Rifacendosi ai dati Istat il Cnel sottolinea che dei 225mila posti di lavoro creati nel 2003, 129mila sono andati alle donne (+1,6% contro il +2,2,% del 2002) e 97mila agli uomini (anche in questo caso l'aumento è rallentato dal +1% del 2002 al +0,7% dello scorso anno). Circa 180mila nuovi posti sono andati a persone oltre i 50 anni, rafforzando, spiega il Consiglio, una tendenza già in atto.
La netta maggioranza dei posti di lavoro creati (144mila) è andata al nord. Solo 70mila posti sono stati quelli del centro e appena 11mila quelli del Sud (dove si è passati da un incremento dell'1,9% nel 2002 al +0,2% del 2003). Il calo di 67mila unità nelle persone in cerca di lavoro si deve per 51mila unità al Sud, per 15mila al nord e per mille al centro. Il riassorbimento della disoccupazione è salito decisamente al Nord (dallo 0,3% al 3,4%) mentre è leggermente sceso al Sud (dal 4,6% al 3,8%) ed è crollato al Centro (dal 10,2% allo 0,3%).
Guardando infine alla qualità dei posti, i rapporti a tempo indeterminato sono aumentati di 178mila unità (+1,25%) mentre i rapporti a tempo determinato sono stati 20mila in più (+1,28%). Sul totale dei posti si tratta di una percentuale del 9,9%, inferiore rispetto alla media europea del 13%.

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