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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:13

Il Fmi: l'economia italiana soffre di nanismo

La missione in Italia degli ispettori del Fondo Monetario Italiano si chiude con una «doccia fredda» per il governo e per la Finanziaria: nel 2005 scarsa crescita e pil al ribasso, all'1,7%, dall'1,9%
ROMA - L'Italia nel 2005 crescerà meno del previsto e per raggiungere gli obiettivi del Governo in materia di conti pubblici servirà una manovra aggiuntiva da 5-6 miliardi di euro, pari allo 0,4% del pil. La missione in Italia degli ispettori del Fondo Monetario Italiano si chiude con una «doccia fredda» per il governo e per la Finanziaria all'esame del Parlamento. Proprio la scarsa crescita, con il pil 2005 che viene rivisto al ribasso, all'1,7%, dall'1,9% delle stime precedenti, e l'esigenza di tenere il rapporto deficit/pil sotto il 3%, spinge gli ispettori del Fondo a consigliare, in assenza di alternative, di utilizzare le risorse destinate al taglio fiscale per ridurre il deficit.
Una proposta subito bocciata dal Premir che ha confermato il progetto di riduzione delle tasse. «Dal Fmi -ha detto- anche considerazioni che ci inducono all'ottimismo. Scontiamo un enorme debito pubblico che contiamo di ridurre in 3 anni sotto il 100% del Pil». Per il governo, dunque, quello tracciato dal Fondo, è , come ha spiegato il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, un quadro che presenta «luci e ombre»: le luci riguardano soprattutto il metodo del tetto alla spesa del 2%, che è «un metodo approrpiato», e le ombre che si annidano in particolare sulla scarsa crescita.
NEL 2004 UNA TANTUM ANCORA TROPPO ELEVATE, PARI ALL'1,5% DEL PIL
Se l'analisi sui conti 2004 si chiude con valutazioni nel complesso positive, tanto che «qualche ulteriore piccolo intervento dovrebbe essere sufficiente per contenere quest'anno l'indebitamento netto sotto al 3%», il raggiungimento degli obiettivi 2005 «è soggetto a rischi sostanziali». Per il Fondo Monetario Internazionale, infatti, «anche con la piena attuazione della manovra correttiva del bilancio, la stima delle entrate è al di sotto di quella prevista in bilancio nella misura dello 0,2% del Pil» e il l'impossibilità di scorporare l'Anas dalla P.A. «aumenterà il disavanzo di altri 0,2 punti percentuali in rapporto al Pil». Per questo «lo scostamento del bilancio potrebbe ammontare allo 0,4% del Pil (circa 5-6 miliardi di euro)».
Uno scenario per il 2005 che sconta l'emergenza contabile gestita quest'anno. «Il disavanzo è aumentato nel 2004, le misure una tantum sono rimaste elevate, noi le stimiamo intorno all'1,5% del pil, e il rapporto debito/pil è diminuito solo marginalmente, a acausa di un fabbisogno ben superiore al disavanzo. Non si è riusciti a ridurre il rapporto tra la spesa primaria corrente e il pil, aumentato di due punti percentuali di pil durante il periodo 2001-2003», sintetizza il Fondo.
PRIMA RISORSE PER RIDUZIONE DEFICIT POI TAGLIO TASSE
Direttamente collegato alle esigenze di bilancio è la valutazione del Fondo Monetario Internazionale sull'intervento fiscale. «La priorità dell'Italia è trovare risorse per rendere più sicuro l'obiettivo del 2,7% di deficit-Pil, che è ancora a rischio e per il quale servono altri sforzi», ha spiegato Carlo Cottarelli, capo degli gli ispettori del Fmi, aggiungendo che «se poi si trovano ulteriori risorse per il taglio delle tasse questo è appropriato per lo sviluppo di lungo periodo dell'economia italiana».
«Ove risorse addizionali non possono essere reperite le misure che il governo sta considerando per finanziare i proposti tagli alle tasse potrebbero essere utilizzate per rinforzare il bilancio: anche se i tagli alle tasse sono importanti nel medio periodo per sostenere la crescita, il raggiungimento degli obiettivi del bilancio 2005 è la prima tra le priorità», rileva il Fondo. In ogni caso, «per essere credibili, è essenziale che ogni alleggerimento di imposta sia finanziato da una riduzione permanente della spesa. Nuove misure dovrebbero essere introdotte nel 2005 nel caso emergano deviazioni strutturali rispetto agli obiettivi».
PROSEGUIRE SU RIFORME LAVORO, PIU' CONCORRENZA IN COMMERCIO ED ENERGIA
Accanto ai rilievi per il medio e breve termine, gli ispettori del Fondo lanciano al Governo segnali forti anche in una prospettiva di più ampio respiro. «E' necessario portare il bilancio in lieve avanzo nel giro di pochi anni», sottolinea Cottarelli, chiedendo alle autorità italiane di «impegnarsi pubblicamente su questo obiettivo». In particolare, rileva il Fondo, si tratta di una priorità necessaria per contrastare gli aumenti di spesa dovuti all'invecchiamento. «Nonostante la riforma di quest'anno, prevediamo che la spesa annuale per le pensioni salga di almeno due punti percentuali di Pil nei decenni a venire», spiega infatti il Fondo monetario internazionale.
Proprio guardando al medio-lungo termine, il Fondo sollecita a «proseguire nelle riforme del mercato del lavoro», sottolineando che «l'aumento della flessibilità dei salari e la riduzione progressiva del cuneo fiscale sono cruciali per aumentare l'occupazione». Tutto questo, in presenza di un mercato che «mostra debolezze strutturali». Nei settori chiave, commercio all'ingrosso e al dettaglio, energia e servizi professionali, «una mancanza di concorrenza continua a imporre costi alti alle imprese». E allora, avvertono gli ispettori, «le riforme volte ad assoggettare i settori chiave a una maggiore concorrenza non dovrebbero essere ulteriormente procrastinate».
SINISCALCO, INVITO AD APPLICARE CON FERMEZZA LINEA TRACCIATA
Il ministro dell'economia, Domenico Siniscalco, sottolinea come il messaggio fondamentale del Fmi è quello di «applicare con fermezza la linea tracciata». Linea tracciata che, secondo il ministro, vuol dire innanzitutto proseguire su una «politica economica ferma, credibile e sostenibile» per correggere «i vizi che vengono da lontano».
Per Siniscalco, il giudizio del Fondo monetario internazionale guarda ad un «quadro complessivo positivo con un contesto di luci e di ombre. Le luci riguardano le riforme messe in pista, compreso il metodo adottato per la Finanziaria, le ombre quelle di sempre che si concretizzano nel basso tasso di crescita».
E la direzione scelta nel vertice di maggioranza della scorsa notte, insiste il titolare di via XX Settembre, «coniuga stabilità e credibilità dei conti». Il ministro, poi, più in generale, rivendica un'azione di politica economica «prudente, ma che privilegia la competitività e il potere d'acquisto».
BERLUSCONI, MOLTI I PUNTI DI CONVERGENZA CON FONDO MONETARIO
E i punti convergenza con il Fmi sono stati sottolineatoi anche dal premier: «nella lettera inviata al ministro dell'Economia a conclusione della missione di osservazione dell'andamento dei conti pubblici italiani -ha detto- ci sono alcune osservazioni che ci inducono all'ottimismo, le prospettive a breve termine sono in miglioramento. A medio termine -ha aggiunto- non si riesce oggi ad avere una certezza. Ci dicono che bisogna concentrarsi sul contenimento della spesa corrente della Pa per assicurare sostenibilità della finanza pubblica e sulla riduzione della pressione fiscale».
Gli ispettori inoltre, ha sottolineato Berluscomni, «ci invitano a proseguire sulla riforma del mercato del lavoro e, come dato positivo, ci dicono anche che la riforma pensionistica è un passo positivo e cruciale per la sostenibilità del sistema a lungo termine. E che gli obiettivi di bilancio indicati per il 2005 sono in generale appropriati. Apprezzano inoltre il fatto che l'aggiustamento dei conti sia incentrato sul contenimento della spesa corrente», attraverso la regola del 2%.

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