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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 04:12

Finanziaria, il 30 novembre sarà sciopero generale

Niente accordo nella Cdl per il taglio delle tasse: l'argomento non è stato affrontato oggi dal vertice della Casa delle Libertà. Fissato un rinvio di 7 giorni, mercoledì prossimo a Palazzo Chigi • I sindacati: manovra ingiusta e sbagliata, va corretta con documento unitario
ROMA - Ancora niente accordo nella Cdl per il taglio delle tasse: l'argomento non è stato affrontato oggi dal vertice della Casa delle Libertà. E' stato invece fissato un rinvio di 7 giorni. Se ne parlerà mercoledì prossimo nel corso di un nuovo incontro a Palazzo Chigi. Questo anche se il premier, Silvio Berlusconi, mercoledì è a Mosca e giovedì è atteso a Bruxelles, così che dovrà rientrare mercoledì nel pomeriggio proprio per partecipare all'incontro.
Il fatto che il taglio non sia stato il piatto forte della riunione odierna è stato attribuito da alcuni partecipanti alla mancanza di una serie di dati che il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, dovrebbe ancora presentare. Ma certo all'interno della maggioranza non si è ancora trovata una posizione comune per procedere: in particolare An e Udc continuano ad esprimere dubbi sulla 'composizione' del taglio e sul fatto che andrebbe calibrato meglio sulle famiglie e i ceti più bassi. E continua a far discutere anche l'emendamento a tre aliquote presentato direttamente da Antonio Leone (Fi) in commissione Bilancio. Emendamento che, secondo il sottosegretario Giuseppe Vegas, sarà discusso molto probabilmente in aula e non in Commissione. Inoltre - ha annunciato la relatrice al Bilancio Daniela Santanchè - è ancora attesa in commissione la relazione tecnica sulla proposta.
Oggi per l'Udc è Luca Volontè a parlare dell'emendamento Leone: «Così com'è non lo voteremmo» ha risposto a proposito dell'emendamento. «Il nostro punto di partenza - ha puntualizzato il capogruppo Udc alla Camera - è un segnale consistente su detrazioni a favore dei figli e dei coniugi a carico, poi ci sono gli incapienti, benefici per le nuove famiglie. Il tutto - ha calcolato Volontè - comporterebbe una spesa di 5 miliardi di euro che si possono rimodulare».
Per An prende la parola il coordinatore, Ignazio La Russa: «Non è che An non voglia ridurre la tasse, soltanto le vuole ridurre per tutti. Vogliamo che l'effetto della riduzione sia a vantaggio dei ceti medi e delle famiglie: su questo c'è ancora un po' di discussione, cioè sul modo di ridurle le tasse a tutti in modo che il vantaggio non vada a chi ha meno bisogno di essere aiutato, ma a chi ne ha più bisogno». «Sulla Finanziaria ed il taglio delle tasse - ha aggiunto La Russa - non ci sono problemi. Una cosa è certa: stiamo discutendo su quali misure per le varie fasce, ma siamo tutti d'accordo sulla opportunità e necessità di ridurre le tasse per tutti».
Secondo la Lega invece di taglio delle tasse si parlerà in Senato e non durante il primo passaggio parlamentare della Finanziaria alla Camera: «quello della Camera - ha detto il ministro per le riforme Roberto Calderoli - è solo il primo passaggio; poi c'è il Senato e ancora la Camera. In passato - ha ricordato Calderoli a proposito delle ultime tre finanziarie - il 'piatto ricco mi ci ficco' è arrivato sempre al secondo passaggio» e quindi, quest'anno a Palazzo Madama.
Il coordinatore di Fi, Sandro Bondi, spiega invece che la riforma fiscale non sarà certo un boomerang, ma «un aiuto per il centrodestra e per tutto il Paese» e che la Cdl «certamente troverà un'intesa su contenuti e modalità del provvedimento per il taglio delle tasse: sulla necessità di ridurre le tasse non c'è alcun disaccordo fra di noi perchè tutti riteniamo che soltanto riducendo le tasse può tornare a a crescere l'economia. Sono i corso una discussione e un confronto sui contenuti e sulle modalità di questa manovra fiscale e su questo certamente troveremo un accordo».
Sul fronte della Finanziaria il confronto è proseguito in commissione Bilancio. Il relatore, Guido Crosetto, starebbe elaborando un emendamento per consentire ai comuni di applicare il «tetto» del 4,8% sulle spese, partendo dalla base contabile del 2002, che è più vantaggiosa di quella attuale (il 2003). L' Anci si è però subito affrettata ad esprimere comunque il proprio 'no' al tetto di spesa. Ad animare il dibattito in commissione è stata poi la documentazione inviata dal ragioniere generale dello Stato Vittorio Grilli, nella quale non parla di «tetto» alla spesa ma di «taglio lineare» e di «riduzione» delle dotazioni. Le opposizioni hanno subito sottolineato che lo stesso Ragioniere dello Stato ha così dato loro ragione: non si tratta di un contenimento della spesa ma di un taglio vero e proprio.
Francesco Carbone

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