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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 21:53

Medie imprese «punta di diamante», ma non al Sud

Il Meridione soffre per la scarsa presenza di gruppi di piccole imprese; per Unioncamere il Mezzogiorno «rischia di restare al palo e di vedere crescer il gap con il nord Italia»
ROMA - Le medie imprese italiane sono la punta di diamante ed il motore del sistema Italia, ma solo il 7,4% di queste si trova nel Mezzogiorno. Nel sud e nelle isole mancano anche gruppi di piccole imprese: dei 66.000 gruppi d'aziende su cui l'Italia può contare solo il 12,5% è nel meridione, «troppo pochi ancora per ingranare la marcia giusta per il decollo dell'economia meridionale». Lo afferma Unioncamere, sottolineando come il Mezzogiorno «rischia di restare al palo e di vedere crescer il gap con il nord Italia».
«Esiste un grande problema Sud, che vede ampliarsi continuamente, anziché ridursi, il divario con il nord Italia», spiega il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, secondo il quale, vista «la debancarizzazione del Mezzogiorno», è necessaria «una riorganizzazione del sistema dei confidi, che fra il 2002 ed il 2003 sono aumentati di ben 24 unità». E proprio l'esperienza italiana in termini di confidi «dovrebbe essere tenuta in considerazione nella direttiva europea per l'applicazione dei principi di Basilea 2», aggiunge mettendo in evidenza come «l'80% delle imprese non conosce i contenuti dell'accordo di Basilea, ma molte credono che sia per loro oneroso mettersi sotto osservazione delle banche. Le pmi denunciano una scarsa informazione da parte delle banche sui criteri di valutazione che saranno usati dagli istituti in seguito all'entrata in vigore delle nuove regole».

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