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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:38

Al via in Venezuela, il secondo «Festival italiano»

E' cominciata da due giorni la rassegna, che promuoverà per tre mesi il «made in Italy» in terra venezuelana. In vetrina moda, design, arte, spettacolo e cucina. Tra le aziende partecipanti anche Parmalat
CARACAS - Per il secondo anno consecutivo va in scena il «made in Italy» nella capitale venezuelana con il secondo «Festival italiano».
Reduce del successo della passata edizione, l'industria Italia tenterà di dare ancora più vigore a quei settori (nuove tecnologie, design, moda, arte, spettacolo e cucina) la cui leadership in ambito internazionale è fuori discussione.
Promossa dall'ambasciata d'Italia in Venezuela, l'iniziativa è organizzata dall'ICE (istituto nazionale per il commercio estero), dall'Istituto italiano di cultura e dalla Camera di Commercio italo-venezuelana. Notevole contributo (circa il 70% della copertura dei costi di realizzazione) è stato dato da imprese italiane che, da anni, rappresentano una realtà importante nei settori chiave dell'economia sudamericana. Alitalia, Alenia Marconi, Consorzio, Astaldi-Ghella, Impregilo, Bticino, Digital TIM, Gruppo Eni, Gruppo Trevi, Parmalat, AlitaGrande sono solo alcune delle grandi aziende italiane che partecipano attivamente al progetto di cooperazione fra settori pubblico e privato.
Il Venezuela ha compiuto notevoli progressi in termini economici dopo la crisi del bienno 2001-2002. Guida infatti la classifica della crescita sudamericana con un incremento del Prodotto interno lordo (Pil) del 12%, sotto la spinta degli alti prezzi del petrolio di cui il paese è il quarto esportatore mondiale.
Un trend che, secondo gli analisti, è destinato a continuare.
Gli organizzatori di questo secondo Festival italiano hanno
fatto le cose in grande, programmando decine di eventi che fino al 31 dicembre "invaderanno" letteralmente gli spazi
commerciali, industriali e culturali non soltanto di Caracas, ma anche di Valencia e Maracaibo, dove l'emigrazione italiana del secolo scorso ha contribuito a costruire un terreno favorevole al prodotto italiano. In un'intervista al quotidiano «El nacional» di Caracas,
l'ambasciatore italiano, Gerardo Carante, ha assicurato che l'Italia è determinata a consolidare il ruolo tradizionale di secondo partner commerciale venezuelano dopo gli Stati Uniti.In questo senso, ha detto Carante, già entro il 2004 si realizzerà il raddoppiamento degli investimenti italiani fino a giungere a 600 milioni di dollari, destinati a diventare un miliardo nel 2005.
Il Festival italiano ha un respiro tematico molto ampio. Si abbracciano infatti aspetti in cui l'italianità ha connotati di rilievo. Si avrà modo, quindi, di apprezzare il notevole bagaglio di conoscenze tecnologiche acquisite nel comparto dei beni strumentali; il contributo delle avanguardie italiane alle arti figurative novecentesche; la fusione tra cinema e musica; le nuove frontiere della cultura gastronomica; l'evoluzione del design automobilistico.
La manifestazione ha preso il via durante il fine settimana con l'inaugurazione nel Centro d'arte «La Estancia» di Caracas di una mostra «Ex umbris in veritatem», composta da un centinaio di riproduzioni in medio e grande formato dell'opera pittorica di Caravaggio.
Ieri sera, invece, la «Compagnia delle acque» di Gualtiero
Bertelli ha proposto un'opera teatrale tratta da «L'orda» di
Gian Antonio Stella, anch'egli presente Caracas.
«La voce d'Italia», unico quotidiano in lingua italiana del subcontinente, ha inaugurato una mostra fotografica
nella «Casa de Romulo Gallego» dal titolo «50-60, gli anni dei nostri pionieri», in riferimento all'ultima ondata migratoria italiana che toccò in gran parte proprio il Venezuela.
Spetterà poi all'alta moda essere protagonista con le sfilate di Renato Balestra, Casablanca, Versace, Armani, Dolce&Gabbana.
Per il settore gastronomico saranno presenti alcuni tra gli enti e le organizzazioni italiani che si sono distinti per il loro impegno a sostegno dei prodotti tipici (Regione Toscana, «Slow Food»,«Grandi vini dal Trentino alla Sicilia»).
Dal 2 al 14 dicembre sarà la volta del cinema italiano con la rassegna «il nuovo cinema italiano» curata da Mimmo Rotella e Paola Epifani. Alcuni fra titoli selezionati: «Il mio viaggio in Italia» di Martin Scorsese, «Respiro» di Emanuele Crialese, «Il cielo cade» di Antonio Frazzi, «Il più bel giorno della mia vita» di Cristina Comencini, «Santa Maratona» di Marco Ponti, «Luce dei miei occhi» di Giuseppe Piccioni, «Il Mestiere delle Armi» di Ermanno Olmi, «L'Ora di Religione» di Marco Bellocchio. Ad implementare la già ricca offerta ci saranno incontri economici ed imprenditoriali miranti allo sviluppo dell'import-export italo-venezuelano.

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