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Fazio alla Camera: è grave la situazione dei conti

Il Governatore di Bankitalia Antonio Fazio commenta la Finanziaria 2005 nel corso della sua audizione dicendo che «i condoni e le altre misure a carattere temporaneo hanno distolto l'attenzione dall'andamento di fondo dei conti pubblici». Invece «serve competitività e monitoraggio mensile sul tetto del 2% all'aumento della spesa», sui cui è d'accordo pur criticando il fatto che riduce anche gli investimenti • Confindustria «perplessa»
ROMA - La situazione dei conti pubblici italiani «è grave». Antonio Fazio lo dice alla Camera nel corso dell'audizione sulla Finanziaria, anche se poi stempera il pessimismo. Dice che la fotografia è stata scattata a metà anno e che alcune correzioni intraprese vanno nella giusta direzione. Insomma fino a metà anno tutto male, sembra dire il Governatore. E la data sembra simbolica perchè proprio nei primi giorni di 4 luglio il 'nemicò Giulio Tremonti lascia Via Venti Settembre. Va bene quindi avere fissato un tetto del 2% alla crescita della spesa pubblica. Si tratta «di uno strumento efficace», dice, che corregge un andamento tendenziale che senza inversioni di tendenza ci porterebbe ben oltre il 3% come limite nel rapporto deficit-pil fissato dal Patto di stabilità.
Davanti ai parlamentari, in oltre due ore di discussione, il Governatore spiega che il limite del 2% non avrà effetti depressivi, perchè riguarda le spese correnti. «Non è l'uovo di Colombo - aggiunge - perchè questo si regge da solo mentre questo bisogna farlo reggere». Come? La ricetta di Bankitalia individua come principale ingrediente sempre le riforme strutturali.
Fazio appare più disteso e lascia intendere che la Finanziaria va nella giusta direzione. Allora ne approfitta per rimproverare alla passata gestione (sempre Tremonti che non cita) di aver solo tamponato con le una tantum la reale situazione dei conti, di aver rinviato il risanamento strutturale e di aver attaccato le Fondazioni. Certo, così come Roma non è stata fatta in un giorno - avverte cauto - così il risanamento «non si fa in un anno». Ma limitare le spese con le riforme e con il tetto va nella direzione giusta, perchè misure alternative non esistono o sono molto impopolari: aumentare la pressione fiscale oppure tagliare «drammaticamente» la spesa.
Sul tetto Fazio si mostra d'accordo, critica solo il fatto che riduce anche gli investimenti. Il governatore propone però un attento monitoraggio di questo strumento. Deve essere mensile e a fare la guardia dovrà essere una commissione «di espressione non solo tecnica» ma «di adeguato livello istituzionale». E' una proposta bollata da un esponente dell' opposizione, Vincenzo Visco, come un «commissariamento del Tesoro» e quindi con un vizio congenito che rende di difficile realizzazione. In serata interviene anche il vice coordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto che dice: «già esistono organi istituzionali con tali compiti» Il numero uno della Banca d'Italia sottolinea poi altri aspetti. La Finanziaria di fatto taglia gli investimenti, dice nonostante le rassicurazione del Premier, e per far calare la pressione fiscale occorrono risorse aggiuntive. Così come per rilanciare la produttività e la competitività, che sono necessarie per conseguire l'obiettivo della crescita. Insieme ai conti pubblici in ordine, appunto. «Nel medio termine - spiega nella sua relazione - il risanamento dei conti pubblici è cruciale per la crescita: favorisce l'attività di investimento, crea spazio per la dotazione di infrastrutture».
Per questo è essenziale intervenire subito, proprio perchè nell'ultimo triennio si è fatto poco. Per evitare l'effetto Pozzuoli, dice con una battuta, perchè «se non faremo nulla si profilerà un rischio 'bradisismò per l'economia italiana, continueremo non a galleggiare bensì ad arretrare», a sprofondare. «Il problema è grave, se non si ferma la spesa non si va in nessun luogo». Ben venga quindi il tetto.
Massimo Ricci

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