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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 18:08

Firmato l'accordo l'Alitalia è salva

L'accordo prevede la cassa integrazione per due anni, dopo i quali sarà fatta una verifica della congruità degli organici, e un fondo integrativo al reddito dei lavoratori a cui verranno applicati gli ammortizzatori sociali per l'80% a cui contribuiranno le aziende del comparto aereo.
E riprende a «volare» anche in Borsa, infatti, entra agli scambi in rialzo del 5,83% a 0,2995 euro
ROMA - L'Alitalia è salva. E riprende a «volare» anche in Borsa. Alitalia, infatti, entra agli scambi di Borsa in rialzo del 5,83% a 0,2995 euro, dopo che nella notte è stata firmata l'intesa tra Governo, azienda e sindacati, sulla gestione dei circa 3.700 esuberi della compagnia di bandiera.

E' stato firmato in nottata a Palazzo Chigi l'accordo finale tra governo, azienda e sindacati che chiude la vertenza della compagnia aerea e ne consente le ristrutturazione.
L'intesa è stata siglata da Cgil, Cisl, Uil, Anpac, Up, Ugl, Anpav ed Avia mentre il Sult ha deciso di non sottoscrivere il documento spiegando di non avere garanzie sulla futura unità dell'azienda e di non condividere la scelta, in prima istanza della cassa integrazione. Il Sult si è comunque riservato di consultare i lavoratori sull'accordo raggiunto dalle altre sigle sindacali insieme a governo ed Alitalia per la gestione dei circa 3.700 esuberi (289 piloti, 90 assistenti di volo, 2.490 dipendenti di terra).
L'accordo prevede l'applicazione della cig per due anni, dopo i quali sarà fatta una verifica della congruità degli organici, e un fondo integrativo al reddito dei lavoratori a cui verranno applicati gli ammortizzatori sociali per l'80% a cui contribuiranno le aziende del comparto aereo, quindi oltre ai vettori anche i gestori aeroportuali e l'Enav.
La soluzione condivisa sulla gestione degli esuberi consente anche il via libera dei sindacati al rinnovo contrattuale per le tre categorie di lavoratori di Alitalia (piloti, assistenti di volo e personale di terra) e, più in generale, al piano industriale nel quale è prevista anche la divisione di Alitalia in Az Fly (per le attività di volo) e Az Service (per le attività di terra). Ma soprattutto, l'intesa spiana la strada per l'accensione immediata del prestito ponte da 400 milioni di euro garantito dallo stato di cui la compagnia ha necessità per andare avanti almeno fino a marzo prossimo quando saranno affrontate la ricapitalizzazione e la privatizzazione che avverranno a condizioni di mercato con la riduzione della quota dell' azionista Tesoro (oggi al 62%) non al di sotto del 30%.
Oggi pomeriggio, il consiglio di amministrazione convocato per la semestrale potrà dare l'ok alla pratica del prestito ponte e gli organi societari e la società di revisione potranno dichiarare la continuità aziendale.
Lo schema del provvedimento legislativo sulle misure di gestione degli esuberi sarà presentato per l'approvazione al prossimo consiglio dei ministri.
Con gli accordi sugli ammortizzatori sociali e il fondo integrativo al reddito e sulle modifiche ai requisiti di sistema si è chiusa la vertenza che per mesi ha messo a rischio la sopravvivenza della compagnia. «Ora - ha commentato il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari - il prossimo obiettivo è il rilancio di Alitalia».

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