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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 06:23

Countdown per l'accordo su Alitalia

A meno di 24 ore dal consiglio di amministrazione, in cui organi societari e società di revisione devono esprimersi sulla continuità aziendale, non è stato ancora raggiunto a Palazzo Chigi l'accordo fra governo, azienda e sindacati sulla gestione dei circa 3.700 esuberi
ROMA - Ultime battute per decidere sul destino di Alitalia. A meno di 24 ore dal consiglio di amministrazione, in cui organi societari e società di revisione devono esprimersi sulla continuità aziendale, non è stato ancora raggiunto a Palazzo Chigi l'accordo fra governo, azienda e sindacati sulla gestione dei circa 3.700 esuberi.
Solo un'intesa darebbe il via libera dei sindacati al piano industriale 2005-2008 della compagnia ma soprattutto consentirebbe la sopravvivenza di Alitalia. Perchè solo con l'accordo può essere dichiarata la continuità aziendale, garantita dall'immediato accesso al prestito ponte da 400 milioni di euro.
A dare il senso della giornata, concentrata a palazzo Chigi, è stato questa mattina il ministro del Welfare, Roberto Maroni: «o oggi si fa l'accordo complessivo sull' Alitalia, oppure salta tutto», ha avvertito aggiungendo che «l'intesa con le parti sociali sugli ammortizzatori si farà, ma deve essere fatta entro oggi».
Maroni, con il vice premier Gianfranco Fini e il sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco hanno poi incontrato il presidente e amministratore delegato di Alitalia e i rappresentanti di Comune, Regione Lazio e Provincia di Roma ritenendo che «gli enti locali possono giocare un ruolo, in particolare sulla formazione» dei dipendenti destinati alla mobilità. Infatti è stato chiesto che gli enti locali si facciano carico del reintegro di una parte dei lavoratori dell'Alitalia previsti in esubero a condizione di istituire un tavolo che valuti la fattibilità dell'iniziativa. Nel pomeriggio, a palazzo Chigi, si sono riuniti governo (Fini, Letta, Maroni, Siniscalco, Matteoli, Tassone), Alitalia (Cimoli e Chieli), sindacati (Pezzotta e Angeletti, i rappresentanti dei confederali del settore e di tutte le altre sigle presenti in azienda). Al tavolo il governo ha consegnato alle parti una bozza di accordo che prevede il finanziamento del fondo integrativo alla cassa integrazione a carico delle imprese e dei lavoratori; la cigs per 2 anni e la mobilità per altri tre.
La bozza, che i sindacati stanno modificando nei punti che ritengono più critici, prevede tra le altre cose che il contributo straordinario al fondo speciale per l'integrazione del reddito, da istituire da gennaio 2005 per il trasporto aereo, sia sostenuto da tutto il settore e provveda anche alla riconversione e riqualificazione professionale del personale del comparto. Il documento, inoltre, prevede la possibilità di escludere dal cosiddetto bonus previdenziale (per il periodo di ammissione al trattamento di cassa integrazione) i lavoratori delle aziende coinvolte in processi di crisi e ristrutturazione aziendale.
La proposta di accordo per la gestione di circa 3.700 lavoratori Alitalia prevede anche un avvio tempestivo di procedure di cassa integrazione e quindi di mobilità per un numero massimo di 3.390 unità. In particolare, il provvedimento di mobilità dovrà essere comunicato ai primi 901 dipendenti entro gennaio 2005, ai successivi 1.780 entro luglio e agli ultimi 709 entro gennaio 2006.
La controproposta dei sindacati è stata illustrata dai sindacati in serata. Intento comune è quello di trovare un accordo che potrebbe anche arrivare a ridosso del consiglio di amministrazione previsto per domani pomeriggio.

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