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Sabato 21 Ottobre 2017 | 12:24

Montezemolo ai sindacati: nuovo patto sociale

Il presidente di Confindustria chiude i lavori del convegno di Capri dell'associazione Giovani Industriali. «Non è possibile che il confronto con il sindacato si esaurisca solo a parlare di contratti... dobbiamo parlare di cuneo fiscale, di ammortizzatori sociali, di ambiente di lavoro, a strumenti di innovazione..Abbiamo la volontà di concertare con il sindacato di trovare soluzione nell'interesse del mondo del lavoro»
CAPRI - «Occorre ricostruire il sistema degli ammortizzatori sociali. Ai sindacati propongo un nuovo patto per nuove relazioni industriali, un patto sociale che sappia riformarli». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, chiudendo i lavori del convegno di Capri dell'associazione Giovani Industriali.
Montezemolo ha invitato i sindacati a «riprendere i contenuti del lavoro della Commissione Onofri».
«Non è possibile che il confronto con il sindacato si esaurisca solo a parlare di contratti - ha aggiunto Montezemolo - dobbiamo parlare di cuneo fiscale, di ammortizzatori sociali, di ambiente di lavoro, a strumenti di innovazione. Invece finiamo sempre a litigare sui contratti in un ottica vecchia, retriva e tradizionale. Abbiamo la volontà di concertare con il sindacato di trovare soluzione nell'interesse del mondo del lavoro».

Riguardo alla manovra di bilancio, «la Finanziaria ha un contenuto di segno restrittivo»; è il primo giudizio del presidente di Confindustria Per dare un giudizio definitivo però, ha aggiunto, «bisogna aspettare questo collegato, complicazione tutta italiana che è difficile da spiegare ad un giornalista straniero».
Confindustria, comunque, dice 'no' ad un accordo per bloccare i prezzi. Secondo Montezemolo, «un cartello è sbagliato sia che porti ad un aumento dei prezzi, sia che porti ad una diminuzione». «E' questa - si è domandato Montezemolo a proposito del recente accordo tra governo e grande distribuzione per congelare i listini fino a dicembre - la vera difesa dal presunto aumento dei prezzi? Si può chiedere ad imprese e banche di «mettersi d'accordo» per ridurre i prezzi? Se questo è lecito, perchè non sarà lecito domani che queste imprese si mettano d'accordo per conseguire altri obiettivi, magari altrettanto validi ai loro occhi».

«Dobbiamo evitare di infilarci in qualche tunnel che ci conduca ad avere maggiori spese e minore efficienza», ha continuato il presidente di Confindustria, riferendosi al federalismo. «La nostra è cautela, non rifiuto - ha spiegato - Ho visto che i nostri timori sono stati condivisi da molti in Italia. Il problema è che nel corso degli anni si è continuato a parlare di federalismo misurandolo su basi ideologiche invece che di economia, efficienza e partecipazione».
Montezemolo ha il «sospetto» che con il nuovo Federalismo «il numero delle province aumenti, il personale pubblico si estende, di passo in passo, senza assorbire quello esistente». Ha il «sospetto» che i costi e il fisco per i cittadini non si riducano, che la qualità dei servizi non migliorerà: «ho solo dubbi in proposito e sono i dubbi degli imprenditori italiani».
Piuttosto, aggiunge, «Vorrei vedere un reale blocco del turnover nel settore pubblico, una misura indolore che normalmente si adotta nelle nostre aziende quando occorre far quadrare i conti».
«Non possiamo accettare - ha detto - che nella situazione attuale della finanza pubblica - malgrado leggi, norme, circolari, promesse, impegni e quant'altro volti a bloccare le assunzioni - il numero degli impiegati pubblici cresce e la spesa di conseguenza aumenta. Possiamo fare molto anche senza spendere di più».
«Propongo un progetto comune, trasversale a tutte le categorie» per la concorrenza. Ha concluso dal palco dell'assemblea dei Giovani, Luca Cordero di Montezemolo.
«L'innovazione è il tema centrale del Paese - ha detto - Ma per attuarlo è necessario investire in innovazione e questo impone un ambiente aperto alla concorrenza. Perchè l'innovazione non puòessere ostacolata da norme e a vincoli. Confindustria lancerà una campagna per la concorrenza: un progetto comune, trasversale a tutte le categorie». Gli industriali, ha spiegato il presidente, per creare le condizioni di una maggiore concorrenza, sono disposti ad una «concentrazione moderna, in cui si parli dei problemi di oggi e non d quelli di ieri. In un quadro normativo aperto, liberale, moderno».

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