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Benzina e gasolio alle stelle

Mentre la benzina è ormai vicinissima a quota 1,18 euro al litro, schizza in aria anche il gasolio, sfondando per la prima volta quota 1 euro al litro • Inflazione ai minimi da 5 anni, ma è allarme consumi. L'economia italiana resta al palo • Fondo monetario internazionale: la ripresa è solida, ma ora preoccupa caro-petrolio
ROMA - Vola il costo dei carburanti sulla scia degli aumenti del petrolio. Mentre la benzina è ormai vicinissima a quota 1,18 euro al litro, con un litro di carburante a 1,179 euro - livello mai raggiunto in precedenza - schizza in aria anche il gasolio, sfondando per la prima volta quota 1 euro al litro.
Una nuova raffica di rincari, scaricatisi oggi sul mercato, hanno spinto i prezzi di vendita consigliati ai propri gestori da alcune compagnie petrolifere a toccare nuovi record storici. Lasciando aperta la possibilità che in molti impianti già si registrino livelli superiori considerato che il prezzo «consigliato» e solo un'indicazione sulla base del quale il gestore può muoversi liberamente.
Per un litro di verde oggi servono così circa 0,130 in più rispetto a nove mesi fa, all'inizio dell'anno cioè quando per lo stesso litro erano necessari 1,050 euro.

Il sottosegretario alle attività produttive Giovanni Dell'Elce interviene facendo un nuovo appello a «consumatori, compagnie gestori» per «lavorare tutti insieme per affrontare il nodo dei prezzi». E dando atto alle compagnie del contenimento dei prezzi realizzato nel corso dell'estate si «dice convinto che quella della collaborazione sia la strada giusta e più proficua». Dell'Elce si rivolge anche ai gestori invitandoli a «mantenere il costruttivo dialogo». Ma ribadisce che non ci sono spazi per un intervento fiscale. Intervento che oggi erano tornate a indicare come unica strada per affrontare l'emergenza caro-pieno sia dalla Erg sia dalla Esso.

Intanto, dopo gli aumenti scattati oggi, per un pieno di un auto di medio-grande cilindrata, sono necessari 6,5 euro in più rispetto ai primi giorni del 2004. Oltre 12 mila vecchie lire a fronte di un litro che - utilizzando la vecchia unità monetaria - viaggia ormai vicinissimo a quota 2.300 lire.
A spingere all'insù i listini delle compagnie pesa l'andamento dei prezzi dell'oro nero che, sui record di 50 dollari al barile, si riflettono anche sulle quotazioni dei prodotti finiti (quelli di riferimento Platt's per l'Europa). Con il risultato che solo dall'inizio di settembre ad oggi i prezzi hanno registrato, in alcuni casi, anche rincari di oltre 0,010 euro al litro: vale a dire mezzo euro in più a pieno.
Dopo i rincari dei giorni scorsi, sono tornate a rimettere mano ai propri listini di riferimento non solo la Q8, l'Api e la Fina, ma anche i due marchi del gruppo Eni - l'Agip e l'Ip - nonché la Shell.

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