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Il petrolio straccia ogni record

La quota di 50 dollari al barile ormai è vicinissima. A mettere il turbo ai prezzi sono le preoccupazioni per i rifornimenti dalla Nigeria. L'Opec è ormai al top delle sue capacità di estrazione
ROMA - Il prezzo del petrolio straccia ogni record e la mitica quota 50 dollari è ormai a portata di mano.
Al Nymex di New York il Light crude apre a 49,55 dollari, dopo aver toccato la nuova quota record di 49,74 dollari al barile, che manda in soffitta il precedente picco storico di 49,40 dollari raggiunto il 20 agosto scorso.
«Tutti gli occhi sono puntati verso quota 50 dollari - rivela l'analista di Bnp Tom Bentz - ma la realtà è che i prezzi non si fermeranno qui e i rialzi proseguiranno ancora».
Secondo gli analisti, una volta raggiunta quota 50, la nuova soglia psicologica dovrebbe attestarsi intorno ai 51-53 dollari al barile. Anche a Londra il Brent rompe gli argini e tocca la nuova quota record di 46,28 dollari al barile.

A mettere il turbo ai prezzi del petrolio quest'oggi sono le preoccupazioni per i rifornimenti dalla Nigeria, il quinto produttore mondiale di greggio, che si aggiungono alle incertezze sui rifornimenti dalla Russia, dall'Iraq e dall'Arabia Saudita, proprio mentre i consumi mondiali vanno a mille, ai massimi da 24 anni, e l'Opec è ormai al top delle sue capacità di estrazione.
La settimana scorsa l'uragano Ivan ha colpito le raffinerie Usa, costringendole a tagliare circa 9,6 milioni di barili di produzione, proprio mentre l'inverno è alle porte e la domanda di gasolio da riscaldamento comincia a crescere. E' per questo che il governo Usa ha derogato a un tabù, accettando di prestare alle raffinerie in difficoltà il greggio delle proprie riserve strategiche.
Nonostante ciò i prezzi hanno chiuso la settimana scorsa vicino a 49 dollari e oggi hanno infranto ogni record, volando verso i 50 dollari. A far tremare i mercati ci hanno pensato le notizie dalla Nigeria, dove sono riprese le ostilità tra le truppe governative e le milizie ribelli, costringendo la Shell, il primo produttore del paese africano, ad evacuare il personale non essenziale e a tagliare 30-40mila barili della sua produzione giornaliera di un milione di barili al giorno nella strategica area del delta del Niger. Intanto l'Opec annuncia che è pronta ad aumentare nuovamente le sue quote produttive fino a 1,5 milioni di barili al giorno, portandole così a 28,5 milioni. Argomento che sarà sul tavolo del cartello nel prossimo summit del Cairo, in programma per il 10 dicembre.

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