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Ok dei sindacati a piano industriale Alitalia

Azienda e sindacati hanno messo la sigla su un verbale che sancisce il controllo della compagnia sulle attività di servizio a terra gestite da Az Service, la nuova società che nascerà dallo smembramento in due di Alitalia
ROMA - Alitalia decide il suo nuovo assetto societario che, come richiesto dai sindacati, avrà l'obiettivo di «preservarne l'unitarietà». Nella notte le organizzazioni dei lavoratori hanno infatti sottoscritto un nuovo accordo con l'azienda che risolve anche l'ultima questione rimasta in sospeso per avviare definitivamente il piano industriale targato Cimoli. Dopo una nuova snervante trattativa, caratterizzata anche da momenti di tensione con il Sult che non ha firmato l'intesa, azienda e sindacati hanno messo la sigla su un verbale che sancisce il controllo della compagnia sulle attività di servizio a terra gestite da Az Service, la nuova società che nascerà dallo smembramento in due di Alitalia. Non solo, i sindacati hanno portato a casa una serie di garanzie anche sul futuro della compagnia di volo: Alitalia continuerà ad essere partecipata dal Tesoro che non scenderà sotto il 30% e la privatizzazione avverrà con l'ingresso di investitori istituzionali.
Con quest'accordo Alitalia è ora pronta per firmare l'intesa generale con governo e sindacati e ottenere dal governo gli ammortizzatori sociali necessari per gestire i circa 3.700 esuberi generati dal piano Cimoli. Oggi il consiglio dei ministri ha esaminato il provvedimento messo a punto dal titolare del Welfare Roberto Maroni, che, ha reso noto la Presidenza del Consiglio, «ha prospettato la presentazione di un decreto-legge sugli ammortizzatori sociali per il personale dell'Alitalia». Il Consiglio, «all'unanimità, ne ha condiviso i contenuti, ma si è riservato di approvarlo nella prossima riunione» prevista per mercoledì prossimo, a seguito dell'incontro con i sindacati convocati con l'azienda martedì per la firma dell'accordo.
«Era sull'orlo del fallimento e lo abbiamo evitato ponendo le basi del suo rilancio. Ma non tutto è risolto. Ora devono finire gli errori da parte di azienda e governo» ha detto oggi il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani commentando l'accordo. «Sulla vicenda Alitalia, si poteva pensare che i Cobas bloccassero le piste,invece i lavoratori e i sindacati si sono seduti attorno ad un tavolo e si sono impegnati per salvare la loro azienda» ha aggiunto il leader della Margherita Francesco Rutelli. In effetti i sindacati di base uno sciopero per oggi lo avevano tentato, indicendo una protesta del personale non operativo e quindi non soggetto alle regole del preavviso. E' stato un fallimento, a Roma. Ma a Napoli i dipendenti della controllata Atitech hanno deciso spontaneamente il blocco della produzione non appena giunte le notizie dell'accordo. Intesa che ancora una volta, come già in occasione di precedenti piani industriali di Alitalia, ha spaccato il Sult dal più compatto fronte delle altre 8 organizzazioni sindacali. «La divisione in due aziende distinte non corrisponde sicuramente all'ipotesi che unitariamente il sindacato aveva indicato come soluzione possibile e percorribile» ha deciso il Sult, forte anche del consenso della base che in occasione di un'assemblea di questa mattina ha confermato la linea tenuta nella notte dai delegati alla trattativa.
Eppure il nodo di Alitalia Service è stato definito dall'accordo nei dettagli: «il progetto prevede che i rami d'azienda e le funzioni ricomprese nel perimetro AZ Service siano conferiti da Alitalia con propria partecipazione al 100% alla nuova Società» si legge nel verbale sottoscritto dalle parti. Successivamente in Az Service farà il proprio ingresso «un socio a capitale pubblico, mediante conferimenti in denaro pari al 49% del capitale ordinario ed al 100% del capitale privilegiato». Non solo: «il presidio ed il controllo industriale e manageriale rimarrà di pertinenza Alitalia» è scritto nell'accordo che precisa come «di conseguenza» la compagnia si impegni «a mantenere la continuità dei contratti collettivi di riferimento e gli accordi in essere, richiedendo analogo impegno al socio pubblico».
«La positiva definizione del lungo negoziato con Alitalia costituisce la migliore credenziale per pretendere dal Governo una decisiva assunzione di responsabilità « ha commentato il segretario della Fit Cisl, Claudio Claudiani mentre il segretario della Filt Cgil, Fabrizio Solari, ha evidenziato come la garanzia che il Tesoro non scenderà sotto il 30% e quella sull' ingresso di investitori istituzionali in Alitalia, impedirà operazioni meramente «speculative» e «possibili ipotesi nefaste circolate in queste ultime settimane».

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