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Giovedì 26 Aprile 2018 | 23:25

Si tratta per il futuro assetto dell'Alitalia

I dipendenti di Alitalia chiedono nuove certezze e, per mettere la firma in calce al piano industriale targato Cimoli, vogliono avere chiaro e nei dettagli il percorso che verrà seguito nei prossimi mesi
ROMA - Non solo il riassetto futuro di Alitalia, ma anche il nodo della privatizzazione della compagnia e delle modalità che l'azionista intende perseguire per realizzarla. I dipendenti di Alitalia chiedono nuove certezze e, per mettere la firma in calce al piano industriale targato Cimoli, vogliono avere chiaro e nei dettagli il percorso che verrà seguito nei prossimi mesi. L'occasione è il nuovo tavolo azienda-sindacati sull'assetto societario che deve ripartire questa sera, visto che in occasione della sua audizione in Parlamento Cimoli non ha voluto alzare il velo su quello che verrà comunicato ai sindacati nelle prossime ore, dopo un nuovo incontro strategico con il Tesoro.
Ai senatori e deputati che lo hanno oggi ascoltato a Palazzo Madama, Cimoli ha invece spiegato che in fatto di alleanze per ora Alitalia resterà con Air France, e che è prossima la scelta anche del partner italiano. «Con Air France ci stiamo e ci vogliamo stare», ha affermato, dicendosi certo della disponibilità della compagnia francese a «discutere dei vantaggi ottenuti fino ad ora». Parole, quelle di Cimoli, che arrivano quasi a commento delle dichiarazioni dell'ad di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, che ha usato parole molto dure nei confronti di Alitalia. Lufthansa, ha sostenuto, non solo non «farà un funerale» nel caso Alitalia dovesse fallire; la compagnia tedesca è anche decisa a sfruttare la crisi della compagnia italiana per guadagnare quote di mercato. «Stiamo aumentando i voli da e per l'Italia - ha dichiarato Mayrhuber - soprattutto con la nostra controllata Air Dolomiti». I nuovi collegamenti della compagnia tedesca, ha rivelato il manager tedesco, stanno alimentando il traffico sullo scalo di Monaco di Baviera, da cui partono poi le tratte internazionali della Lufthansa. Un'offensiva in Italia è stata annunciata anche dal partner inglese della Lufthansa, la Bmi, che lancia in questi giorni tariffe superscontate da Linate, Venezia e Napoli per Heathrow.
La decisione per un accordo commerciale con un partner domestico «è possibile anche in tempi brevi», ha detto Cimoli chiarendo anche che quando si parla di alleato il suo pensiero va «a tre compagnie» e che, tra queste, Meridiana è un partner «possibile». L'ad di Alitalia è inoltre tornato a lanciare l'allarme sulla situazione di cassa, «prossima allo zero», come va ricordando ormai da fine agosto, ma ha ribadito il suo sostanziale ottimismo sulle possibilità di salvataggio della compagnia. «Alitalia ce la può fare» e l'azienda, «se non siamo sfortunati e non succede qualcosa di difficile», «ce la metterà tutta» per uscire dal guado: certo, ha aggiunto, se le cose fossero state fatte un paio di anni fa ("un ritardo che non posso non sottolineare"), sarebbe stato più facile. Cimoli ha quindi colto l'occasione per rilanciare in Parlamento il problema della disparità di trattamento da parte delle società di gestione aeroportuale. La situazione negli aeroporti italiani, e in particolare quella sul sistema di pagamento dei diritti aeroportuali, «è una situazione da Congo belga e non da Paese europeo"; l'Italia ha insomma bisogno di un adeguamento normativo, perchè «questa è una giungla, non il libero mercato», ha aggiunto, scatenando anche questa volta le proteste di Enac e di alcuni gestori chiamati in causa, come l'aeroporto di Pisa accusato di favorire Ryanair. «Il sistema italiano del trasporto aereo non è progettato, non è tenuto sotto controllo e ha un numero di aeroporti impressionante», ha detto Cimoli, sottolineando che ci sono aeroporti «che non fanno pagare le fee ma al massimo solo le tasse».
Quanto agli argomenti che stanno più a cuore ai lavoratori, Cimoli ha detto che la separazione societaria «risponde anche alle necessità prioritarie di rendere possibile in tempi compatibili l'indispensabile aumento di capitale di AZ Fly», che dovrà avvenire «nei primi mesi del 2005» anche per coprire i fabbisogni finanziari della società, tra cui il «rimborso del prestito obbligazionario convertibile». Per la gestione degli esuberi, Cimoli ha invece detto di attendersi una soluzione «nell'arco di una settimana».
Intanto in serata è cominciato il confronto tra azienda e sindacati. Al tavolo di confronto, secondo quanto riportano alcune indiscrezioni dei sindacati, resta centrale l'ipotesi di riassetto che vedrebbe Alitalia Fly controllante di Az Service. Questa ipotesi, che si sta facendo strada da alcuni giorni come la più probabile rispetto a quella di una holding di controllo delle due società che inizialmente era stata richiesta dai sindacati, dovrebbe tuttavia essere solo una parte dell'accordo che azienda e sindacati potrebbero trovare. I sindacati, infatti, non sarebbero disposti, a quanto risulta dalle indiscrezioni, a firmare un accordo in due tempi sul riassetto, che rinvii alla privatizzazione di Az Fly le decisioni sul futuro della Service. Il lavoro svolto da Cimoli in queste ore, quindi, andrebbe letto come il tentativo di tracciare, con il benestare dell'azionista, un percorso di garanzia anche per il futuro della società di gestione dei servizi a terra. Garanzie in questo senso il sindacato le avrebbe se il verbale di accordo tra le parti contenesse, ad esempio, indicazioni sui futuri azionisti di Alitalia e sul ruolo che il Tesoro continuerà ad avere una volta sceso sotto il 50%. L'eventuale accordo potrebbe prevedere, ad esempio, l'ingresso in Alitalia Fly di investitori istituzionali e indicare quale ruolo questi dovrebbero poi avere insieme al Tesoro.
Garanzie potrebbero essere quindi inserite anche per quanto riguarda la cessione di Az Service, una volta che uscirà dal controllo di Az Fly. L'operazione, dicono fonti industriali, potrebbe avvenire attraverso strumenti finanziari (ad esempio con azioni privilegiate) che consentano ad Az Fly di continuare controllare la società anche cedendo la maggioranza delle azioni.
Francesca Chiri

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