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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 20:06

Parmalat torna in Borsa

Il "ritorno" nei primi mesi del 2005, con Mediobanca nel ruolo di sponsor e Lazard in quello di advisor. I titoli sono assenti dagli scambi dal 29 dicembre 2003
MILANO - Parmalat si riavvicina al listino di Borsa e nei primi mesi del 2005, con Mediobanca nel ruolo di sponsor e Lazard in quello di advisor, i titoli torneranno agli scambi dal quale sono assenti dal 29 dicembre dello scorso anno.
Il cda della Newco, la Nuova Parmalat destinata a rilevare le attività in bonis delle 16 società del gruppo alimentare ammesse alla proposta di concordato, ha infatti deliberato - si legge in una nota - «l'avvio del progetto di sollecitazione all'investimento e di quotazione delle azioni e dei warrant della società sul mercato telematico azionario di Borsa Italiana». Tradizionalmente un'Ipo ha un tempo di preparazione di circa sei mesi e, in questo caso, c'è anche il concordato che deve essere approvato dai creditori.
L'iniziativa è un atto di fiducia sul futuro dell'azienda e rientra tra i punti principali del piano di ristrutturazione di Collecchio presentato dal commissario straordinario, Enrico Bondi, e approvato dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, d'intesa con quello delle politiche Agricole e forestali, Gianni Alemanno.
L'incarico di sponsor è affidato a Mediobanca, quello di advisor finanziario a Lazard, che hanno finora affiancato Bondi nel lavoro di ricostruzione dei bilanci, del rilancio e del riassetto aziendale. Ancora da definire, invece, «gli incarichi di advisor legale, fiscale e l'incarico per la revisione» che, si apprende da fonti finanziarie, saranno scelti nelle prossime settimane.
I titoli della Parmalat Finanziaria, la holding al vertice del gruppo alimentare, mancano dalle contrattazioni di Piazza Affari dal 29 dicembre 2003 quando Borsa Italiana decise la sospensione degli scambi insieme ai covered warrant e alle tre obbligazioni del gruppo quotate sul Mot, proprio contestualmente all'emersione del crac finanziario del gruppo dopo aver bruciato in due settimane più del 95% della capitalizzazione.
Il ritorno in Borsa - già avvenuto per una serie di obbligazioni - rappresenta un passaggio determinante per la chiusura del concordato, sul quale i creditori dovrebbero esprimersi entro la fine dell'anno, e che prevede la possibilità di negoziare e monetizzare le azioni ricevute dalle conversione dei crediti e, di conseguenza, eventualmente monetizzare.

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