Cerca

Turismo, l'estate peggiore degli ultimi 10 anni

Prima giornata della Conferenza nazionale del turismo italiano a Genova. Flessione del 3,4% negli alberghi, -3,8 in camping e villaggi turistici • Marzano: ricostituire l'Enit • Scajola: intesa tra Stato, Regioni e imprese. La Fiavet diserta il convegno per protesta • Federturismo, a rischio 6mila posti di lavoro
GENOVA - Il governo si prepara a rinvigorire con 50 milioni di euro le esangui casse del turismo italiano, alle prese con una grave crisi legata alla flessione degli arrivi, e le Regioni, che hanno riunito a Genova la Conferenza Nazionale del Turismo, attendono la conferma delle buone notizie magari già domani, direttamente dal premier Silvio Berlusconi atteso a Genova.
Il premier sarà infatti nel capoluogo ligure insieme con il ministro per le attività produttive, Antonio Marzano, che ha anticipato oggi da Milano la notizia. L'annuncio del cospicuo innesto di fondi arriva sul fronte mare di Genova - che quest'anno è capitale Europea della Cultura e segna una impennata record degli arrivi di turisti legata alla promozione dell'evento - mentre le Regioni discutono sul futuro delle politiche di sostegno al turismo, prima di tutte la riforma dell'Enit.
Riforma che giace su un tavolo di lavoro Governo-Regioni. Marzano ha detto che nel governo si sta rafforzando l'idea di ricostituire finanziariamente l'Enit e rilanciare la direzione generale per il turismo. «Per ricostituire l'Enit, trasformandola in agenzia - ha precisato il ministro - ho già chiesto 50 milioni di euro in sede di finanziaria».
Sulla stessa linea è il ministro per l'attuazione del programma, Claudio Scajola, che, inaugurando i lavori di Genova ha evidenziato la necessità di una «salda intesa» tra lo Stato, le Regioni e il mondo delle imprese. Il ministro ha risposto ad alcune richieste che le Regioni hanno ribadito oggi per voce del presidente della giunta regionale ligure, Sandro Biasotti, che ha parlato in rappresentanza dei presidenti al posto di Ghigo, impegnato a Roma. Particolare cura, ha detto infatti Scajola, dovrà essere destinata ad idonee politiche fiscali, tariffarie e del lavoro.
Nessuno a Genova si nasconde che il momento è molto delicato. «La crisi è evidente ha riassunto Biasotti - l'Italia è scesa dal primo posto a livello mondiale al quinto/sesto in dieci anni». «E' chiaro che serve una svolta - ha aggiunto - bisogna fare sistema e promuovere il marchio Italia in modo unitario copiando Francia, Spagna, Croazia».
Il modo è indicato nero su bianco nella bozza approvata nei mesi scorsi da quasi tutti i soggetti. Si tratta di fare un nuovo Enit, o una Agenzia Nazionale, comunque una cabina di regia nazionale, come la definisce Gianni Plinio, coordinatore degli assessori regionali al turismo, che si occupi della promozione della «Marca Italia» nel mondo.
La sua azione deve mirare a due obiettivi. Il primo è di avere dotazioni finanziarie più cospicue, come quelle preannunciate dal ministro, perchè «le cifre si commentano da sole ha detto Plinio dato che a fronte di 24,4 milioni di euro spesi dall'Italia per la promozione turistica, la Spagna ne spende 102,6, la Francia 73,6, la più piccola Austria 45,4 e la Gran Bretagna 35,5 milioni». L'altro è il controllo della cabina di regia, che le Regioni pretendono, in base alla riforma costituzionale, e di cui «sono gelosissime» ha detto lo stesso coordinatore.
Una parziale apertura l'ha fatta il presidente dell'Enit, Amedeo Ottaviani, che alla Conferenza ha ricordato come la revisione dello Statuto preveda l'ingresso delle Regioni. Ma gli assessori hanno già detto che non si accontentano di alcuni posti nel consiglio di amministrazione. Il nuovo Enit, aggiungono, dovrà lavorare in collegamento con Ice, ambasciate, consolati e istituti di cultura. A Genova molti si attendono una svolta, anche se non mancano le voci di dissenso come quella della Fiavet, che denuncia un protagonismo eccessivo delle Regioni.
I nodi da sciogliere sono molti. Tra questi l'allineamento dell'imposizione fiscale sulle imprese turistiche ad aliquote più favorevoli, come quelle adottate dai principali competitori dell'Italia. «Basti pensare - ha detto Plinio - che a fronte del 10% di Iva dell'Italia, la Grecia applica una aliquota dell'8%, la Spagna del 7, la Francia del 5,5%, il Portogallo del 5%. Per non parlare dei casi estremi della Svizzera e del Lussemburgo, con aliquote del 3,5 e del 3%».
Alessandro Carlevaro e Valentina Roncati

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400