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E ora si passa all'approvazione del piano Alitalia

Archiviato il rinnovo dei contratti e la spinosa questione esuberi, per Alitalia si apre la seconda fase del confronto. Positiva reazione, da Bruxelles, alla conclusione della lunga trattativa sui rinnovi contrattuali
ROMA - Archiviato il rinnovo dei contratti e la spinosa questione esuberi, per Alitalia si apre la seconda fase del confronto, e domani sarà l'ennesimo giorno della verità per il salvataggio della compagnia di bandiera. In mattinata l'amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, si ritroverà faccia a faccia con i sindacati per discutere il piano industriale 2005-2008 che dovrà aprire la strada alla ricapitalizzazione e privatizzazione dell'azienda. Solo dopo l'approvazione del piano e il via libera del consiglio di amministrazione convocato in serata potrà infatti partire il prestito ponte da 400 milioni di euro.
La prima questione sul tavolo è soprattutto il futuro di Az Service, una delle due società in cui sarà scissa Alitalia. I sindacati premono perchè la nuova holding Alitalia detenga il 51% sia della società operativa nel volo (Az Fly) sia di quella focalizzata sui servizi di terra (appunto Az Service). Ma esiste una seconda ipotesi che vedrebbe invece la nascita di una holding cosiddetta "leggera": Alitalia manterrebbe in questo caso la maggioranza di Az Fly, ma solo il 49% di Az Service cedendone il controllo a Fintecna.
Sulla decisione deve esprimersi non solo il management, che finora non si è mai sbilanciato, ma anche il governo, chiamato in ballo in quanto primo azionista di Alitalia. «Le intenzioni dell'esecutivo sono ancora oscure e circondate dalla nebbia - afferma Claudio Genovesi, segretario nazionale della Fit-Cisl - ma ora siamo arrivati alla verifica delle volontà. Noi abbiamo fatto presto e bene, ora tocca al governo» che dovrà necessariamente «mettere mano a un sistema che fa acqua da tutte le parti». In questo senso l'incontro di domani con Cimoli sarà propedeutico al tavolo che il governo convocherà nei primi giorni della prossima settimana, continua Genovesi: «conosceremo l'opinione del management, che non è secondaria e predisporremo l'incontro con l'esecutivo».
«La holding leggera non ci interessa - gli fa eco Sandro Degni, segretario generale della UilTrasporti - Abbiamo fatto tutto quello che il management, e di fatto il governo, ci hanno chiesto. Insomma noi la nostra parte l'abbiamo fatta, ora il governo che fa?».
Al di là del problema del controllo Alitalia su Az Service, i sindacati chiedono certezze sugli ammortizzatori sociali da estendere a tutto il settore del trasporto aereo. Anche in questo caso la palla passa al governo che deve valutare se estendere il sistema degli ammortizzatori solo ai vettori aerei o anche alle società di gestione aeroportuale. I nodi arriveranno comunque al pettine in settimana, perchè nelle intenzioni del ministro del Welfare ROberto Maroni il capitolo ammortizzatori dovrà essere scritto entro giovedì, prima cioè del consiglio dei ministri di venerdì.
Intanto da Bruxelles arriva il plauso del Commissario europeo, Loyola De Palacio, sostenitrice da sempre non solo della privatizzazione ma anche della necessità di un netto ridimensionamento del personale Alitalia: nell'accordo raggiunto, ha affermato, «è prevalso il senso di responsabilità».

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