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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:51

Alitalia: c'è l'accordo su assistenti di volo

Siglato il nuovo contratto con solo 900 esuberi, 150 in meno della cifra precedentemente indicata: 450 assistenti di volo, 200 vice capicabina (p2) e 200 capicabina (p1)
• Il piano industriale
ROMA - L'Alitalia e i sindacati hanno trovato un accordo per il nuovo contratto di lavoro degli assistenti di volo: dopo due notti di trattative, alle prime luci dell'alba di stamane, hanno siglato il nuovo contratto che si tradurrà in 900 esuberi, 150 in meno della cifra precedentemente indicata dall'aviolinea. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, i 900 esubieri sono suddivisi tra 450 assistenti di volo, 200 vice capicabina (p2) e 200 capicabina (p1).
Con la riduzione degli esuberi tra gli assistenti di volo scende naturalmente anche la cifra totale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 3750 addetti contro i 5000 inizialmente annunciati dall'azienda. Per il personale di terra sono infatti previsti 2490 esuberi, 289 tra i piloti, 900 tra gli assistenti di volo e circa 70 nel servizio flight operation.

Con la firma degli accordi per i nuovi contratti di personale di terra, per i piloti e per gli assistenti di volo si concludono le intese «tecniche» ed è necessario riportare il confronto al tavolo «generale» alla ricerca di una intesa sul nuovo piano industriale. In questa sede, nel raccogliere i frutti di quanto realizzato in sede tecnica, i sindacati vogliono chiarimenti sulla struttura societaria futura e su come gestire non traumaticamente il personale in esubero.
Riguardo la struttura societaria i sindacati chiedono garanzie che le due società previste dal nuovo piano industriale, Alitalia Fly e Alitalia Service, facciano capo ad una holding leggera che ne dovrà detenere la partecipazione di controllo. Qualora il presidente e amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, dovesse, come è probabile, sostenere che tale impegno non riguarda il management ma l'azionista di controllo (il ministero dell'economia con il 62,4% del capitale) la questione dovrebbe essere risolta in un vertice a Palazzo Chigi. Sarà comunque necessario, aldilà della questione societaria un passaggio con il governo che dovrà mettere a disposizione dell'aviolinea, come dell'intero settore, gli ammortizzatori sociali necessari alla gestione non traumatica degli esuberi.
Riguardo alla ripresa del confronto generale, per ora, non ci sono convocazioni, ma visto che lunedì prossimo, 20 settembre, è già prevista la riunione del consiglio di amministrazione che dovrà approvare il piano industriale, è molto probabile che il confronto generale riprenda oggi stesso.
Per quanto riguarda l'incontro tra governo, Alitalia e sindacati, in assenza di convocazioni ufficiali si parla dell'inizio della prossima settimana d'altronde il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha già annunciato che in presenza di un accordo tra l'Alitalia e i sindacati sul piano industriale, il governo potrebbe varare il provvedimento sugli ammortizzatori sociali già nella prossima riunione del consiglio dei ministri.
Insomma dopo questi tre tasselli rappresentati dai nuovi contratti di lavoro, ora il salvataggio dell'Alitalia richiede altri tre passaggi che si potrebbero conclude in meno di una settimana: accordo generale tra azienda e sindacati, intesa con il governo e varo del provvedimento sugli ammortizzatori sociali. Alla conclusione di questo iter Cimoli potrà accedere al prestito ponte da 400 milioni, con garanzia dello Stato, che garantirà la sopravvivenza della compagnia fino alla primavera prossima.

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