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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 00:56

Alitalia, si tratta per gli assistenti di volo

La soluzione dell'ultima vertenza aperta sembra ormai vicina e la trattativa, in corso, prosegue in vista di un intesa - attesa entro la notte
ROMA - Decollo in vista per Alitalia che, al momento, sembra avviata ad archiviare la complessa trattativa con i sindacati e si rimette in pista per fare rotta verso il risanamento. La soluzione dell'ultima vertenza aperta con gli assistenti di volo sembra ormai vicina e la trattativa, in corso, prosegue in vista di un intesa - attesa entro la notte - in grado di permettere al top manager della compagnia, Giancarlo Cimoli, di posizionare l'ultimo tassello del puzzle. Un puzzle che gli consentirà di ridurre il costo del lavoro, aumentare la produttività e realizzare i risparmi necessari per rendere credibile il piano di ristrutturazione industriale che dovrà condurre la compagnia, dopo 11 anni di bilanci in rosso, ad una vera e propria svolta. «Devo complimentarmi con Cimoli che ha saputo fare il manager e con i sindacati che hanno dimostrato di saper fare i sindacati» ha detto il ministro per le politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, secondo il quale la società «sarebbe sicuramente fallita se non avessimo capito che andava salvata sul mercato e con mezzi di mercato».
In vista dell'archiviazione della partita contrattuale, una volta chiuso anche il terzo accordo con gli assistenti di volo - dopo quelli già fatti con i piloti ed il personale di terra - sindacati ed azienda dovranno poi concentrarsi sulla partita del piano industriale. Salvo slittamenti dell'ultimo minuto, resta infatti convocato il consiglio di amministrazione che lunedì dovrà varare il piano industriale targato Cimoli e, a catena, avviare quella serie di azioni - prestito ponte e ricapitalizzazione - necessarie per dare all'azienda quella boccata di ossigeno necessaria per cercare di rimettersi in pista.
Ma la partita del piano industriale non sta meno a cuore ai sindacati che pretendono un chiarimento sul futuro assetto societario sia dalla compagnia, sia dal governo. Oggi le organizzazioni, in vista della firma dell'ultimo accordo rimasto da chiudere, hanno inviato a Cimoli un fax in cui chiedono la disponibilità dell'amministratore delegato ad incontrali subito dopo la chiusura della vertenza. La richiesta, è noto, punta ad avere soprattutto rassicurazioni sul futuro di Alitalia Service anche se è possibile che questa domanda dovranno rivolgerla direttamente all'azionista, in quanto il piano industriale di Cimoli potrebbe limitarsi a prefigurare la sistemazione delle attività dei servizi a terra in una società diversa da quella che gestisce il volo, lasciando all'azionista la scelta sul soggetto (Alitalia o Fintecna) che dovrà occuparsi della cessione delle attività di terra. Sono almeno due, è infatti tornato a ribadire oggi il leader della Cisl, Savino Pezzotta, le questioni di fondo da affrontare: «innanzitutto l' assetto aziendale in questa fase di transizione, i termini di holding e di governance. E in questo senso, per la holding, noi pensiamo che Alitalia debba avere una presenza di maggioranza. Poi c'è la questione degli ammortizzatori sociali: se non ci saranno sarà un vero problema».
Il governo ha però promesso oggi che si occuperà del nodo Alitalia, probabilmente già dalla prossima settimana. Se l'accordo complessivo tra l'Alitalia e i sindacati sul piano industriale della compagnia sarà raggiunto tra oggi e domani o al massimo lunedì il ministero del Welfare potrebbe presentare il decreto sugli ammortizzatori sociali già al prossimo Consiglio dei ministri, ha assicurato il ministro Roberto Maroni precisando che entro mercoledì sarà fatta una valutazione sulla situazione ma che, dopo l'accordo tra azienda e sindacati è necessario «qualche giorno per fare la valutazione dei costi». «Cimoli mi è sembrato ottimista sull'accordo» ha detto Maroni a proposito dell'incontro di questa mattina con l'amministratore delegato di Alitalia. «Se il suo ottimismo sarà confermato dai fatti i tempi ci sono per portare il provvedimento al prossimo Consiglio dei ministri» ha aggiunto.

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