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Alitalia - Raggiunto accordo su personale terra

Le parti hanno concordato il blocco del recupero salariale dell'inflazione reale 2002-2003 e dell'inflazione programmata per il 2004-2005, nonchè la rinuncia al pagamento delle festività soppresse per il 2005-2006 assieme al blocco del fondo assicurativo Fipa per due anni
Alitalia ROMA - E' stato raggiunto l'accordo tra Alitalia e sindacati sul rinnovo contrattuale per il personale di terra. Lo si apprende da fonti sindacali.
L'intesa raggiunta fra Cgil, Cisl, Uil, Sult e Ugl con l'azienda, a quanto si apprende, è subordinata all'accettazione del piano industriale completo.
Le parti hanno concordato il blocco del recupero salariale dell'inflazione reale 2002-2003 e dell'inflazione programmata per il 2004-2005, nonchè la rinuncia al pagamento delle festività soppresse per il 2005-2006 assieme al blocco del fondo assicurativo Fipa (fondo integrativo previdenza Alitalia) per due anni. Tali misure consentiranno risparmi intorno ai 50 milioni di euro nei prossimi due anni. Per quanto riguarda gli esuberi si rimanda l'esame in un incontro a Palazzo Chigi poiché le parti sono orientate ad escludere qualsiasi forma di esubero traumatico.
TRATTATIVA IN FASE FINALE,ORA TOCCA A GOVERNO
L'ultimo scoglio alla soluzione della vertenza contrattuale in Alitalia potrebbe essere superato nella notte o, al più tardi, domani. La complessa partita sugli assistenti di volo, per i quali l'azienda chiede 1.050 esuberi per 110 milioni di euro fra il 2005 e il 2006, è ripresa in tarda serata e, come per piloti e personale di terra, potrebbe chiudersi con una riduzione degli esodi.
Resta da sbloccare l'ultima fase della trattativa, quella più delicata, con il governo, più volte chiamato in causa dai sindacati a pronunciarsi sugli ammortizzatori sociali da applicare agli esuberi che saranno definiti e sul nuovo assetto societario di Alitalia.
La prossima scadenza è il consiglio di amministrazione della compagnia convocato per lunedì 20 settembre per l'approvazione del piano industriale. Piano a cui i sindacati vogliono mettere il sigillo solo dopo il confronto a palazzo Chigi. Solo allora Alitalia potrà avviare la pratica per accedere al prestito ponte da 400 milioni di euro per andare avanti almeno sino a marzo.
I tempi, dunque, stringono, tenuto anche conto che prima di incontrare l'esecutivo i rappresentanti dei lavoratori chiedono un faccia a faccia con il presidente e amministratore delegato della compagnia, Giancarlo Cimoli.
Tornando alla trattativa ancora da chiudere su hostess e steward, i sindacati affermano di aver predisposto una proposta che non solo è applicabile immediatamente, ma soprattutto consente risparmi che vanno oltre le richieste dell'azienda. Ma chiedono anche di procedere in due tempi: con interventi temporanei nella prima fase, a partire da subito, da inserire nella seconda fase in cui, nell'arco di uno, due mesi, si può ridefinire il contratto.
Il personale di cabina, in sostanza, è disponibile ad una maggiore produttività aumentando le ore di volo, e a rivedere la composizione degli equipaggi. In particolare, ha spiegato il rappresentante dell'Ugl al tavolo confronto, Carmelo Spata, «la riduzione di un addetto sul medio raggio porterebbe consistenti risparmi visto che su queste tratte lavora il 78% della categoria». Ma i sindacati hanno individuato risparmi anche dall'aggiustamento del sistema dei riposi, dalla decontribuzione, dal blocco dell'adeguamento del salario all'inflazione. La parte economica del contratto ricalcherebbe «quella dei piloti, con una diaria fissa e una indennità di volo giornaliera legata alla presenza», ha spiegato ancora Spata, «con i limiti di impiego sul modello Lufthansa».
Ottimista sul fatto che la vertenza contrattuale sia arrivata alle battute finali è il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «Nelle prossime ore credo si concluderà il confronto dell'azienda anche per gli assistenti di volo - ha detto - e credo che immediatamente dopo si aprirà il confronto conclusivo con il governo». Due, secondo Angeletti, «le cose che l'esecutivo deve fare per rendere l'accordo effettivamente efficace: deve definire con noi l'assetto societario che consenta all'azienda di gestire il processo di ricapitalizzazione e di privatizzazione, e poi deve fare il suo dovere negoziando con i sindacati come garantire il posto di lavoro a coloro che potrebbero risultare eccedenti nelle due aziende». Aspetto «di non difficile soluzione» ha aggiunto.
Il pressing sul governo arriva anche dagli altri leader dei sindacati confederali. «Resta aperta la questione dell'assetto - ha ribadito il numero uno della Cisl, Savino Pezzotta - Abbiamo chiesto di avere una holding per una governance degli interventi proposti. C'è la questione degli ammortizzatori sociali, perchè gli accordi che stiamo facendo hanno bisogno di questo». I lavoratori, ha sottolineato il numero uno della Cgil, Gugliemo Epifani, «hanno dato il massimo che potevano, adesso tocca all'azienda e al governo: se non c'è questo passo, non c'è accordo». «Il governo - ha proseguito - deve garantirci un piano industriale vero di rilancio, e un assetto societario che preveda la maggioranza di una holding di Alitalia nelle due società che si andranno a costituire in attesa della privatizzazione e della confluenza, o di un accordo con una grande compagnia internazionale di volo». In sostanza, il sindacato vuole «un modello industriale che permetta la ricapitalizzazione, le alleanze internazionali e domestiche e la privatizzazione di tutto il gruppo Alitalia, nelle sue attuali articolazioni, in coerenza formale e sostanziale con l'impegno sottoscritto il 6 maggio scorso a Palazzo Chigi», ha spiegato il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari. «Non siamo disponibili ad assecondare una falsa idea di mercato secondo la quale si dovrebbero privatizzare gli utili e pubblicizzare le perdite. Tutta l'azienda deve essere resa efficiente e competitiva, deve troncare con le pratiche clientelari del passato e deve costituire un esempio di svolta positiva nel preoccupante quadro di ristagno dell'economia nazionale».

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