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Air France approva costituzione holding

Gli azionisti hanno approvato la costituzione della holding che controllerà il nuovo colosso aereo mondiale nato dalla fusione tra la compagnia francese e la KLM, e al quale poteva aggregare anche Alitalia
PARIGI - Gli azionisti di Air France hanno oggi approvato la costituzione della holding che controllerà il nuovo colosso aereo mondiale nato dalla fusione tra la compagnia francese e la KLM, e al quale mesi fa sembrava potersi aggregare anche Alitalia.
Nel corso di un'assemblea generale straordinaria, sono stati conferiti a Air France gli strumenti giuridici che consentiranno di finalizzare le nozze tra le due compagnie, annunciate a settembre e diventate una realtà già dal maggio scorso.
Air France ha avuto il via libera dagli azionisti per trasferire a una nuova società, che sarà la compagnia operativa che farà capo alla holding, tutti i suoi assets, del valore di 3 miliardi di euro.
L'unico asset che è stato fatto risalire alla holding è la partecipazione del 2% in Alitalia, iscritta in bilancio per 21,7 milioni di euro. Lo scambio di partecipazioni incrociate tra Alitalia e Air France risale a un paio di anni fa, quando le due compagnie, già legate da un accordo commerciale, sembravano promesse a un rapporto ancora più stretto.
«L'accordo con Alitalia è equilibrato», ha detto il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta a un azionista preoccupato per la situazione della compagnia italiana e per le dichiarazioni dell'amministratore delegato Giancarlo Cimoli su una possibile revisione dell'accordo. «Sono convinto che l'accordo del 2001 può perfettamente definire le condizioni di cooperazione equilibrata tra le due compagnie», ha sottolineato Spinetta che non sembra quindi condividere l'opinione di Cimoli sul fatto che l'accordo non sarebbe vantaggioso per l'Italia. «Gli italiani sanno che Roma non è stata fatta in un giorno. La stessa cosa vale per le alleanze», ha detto il numero uno di Air France, convinto che bastino «un po' di costanza e tenacia» per consolidare risultati positivi per le due compagnie.
Spinetta ha anche spiegato all'assemblea che Cimoli «ha preso le redini in un momento difficile per Alitalia, non lontana dal fallimento», e che quindi «sta cercando di realizzare i risparmi che gli consentano di superare le difficoltà». «Perciò - ha aggiunto - è comprensibile la sua intenzione di migliorare l'accordo, per trarne il massimo vantaggio. a così come lui cerca di difendere gli interessi di Alitalia, noi - ha rassicurato l'assemblea - abbiamo l'obbligo di difendere i nostri nei confronti degli azionisti e dei dipendenti».
Nel corso dell'assemblea è stata approvata la nomina nel cda della holding di Cimoli, impegnato a Roma nelle trattative per il salvataggio di Alitalia. Cimoli era già stato designato nel board al momento della sua nomina a capo di Alitalia, che detiene a sua volta il 2% di Air France.

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