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Martedì 17 Ottobre 2017 | 06:13

Trattativa a ranghi serrati per Alitalia

Un affondo ai tavoli negoziati per gli accordi di categoria, poi un tavolo con Cimoli per i decisivi chiarimenti sul piano industriale e, dopo questo, un incontro con il governo a Palazzo Chigi
ROMA - Un affondo ai tavoli negoziati per gli accordi di categoria, poi un tavolo con Cimoli per i decisivi chiarimenti sul piano industriale e, dopo questo, un incontro con il governo a Palazzo Chigi. E' l'agenda stabilita questa mattina dai sindacati in occasione del vertice tenuto con Epifani, Pezzotta ed Angeletti sulla vertenza Alitalia; una prospettiva a breve che piace a Piazza Affari, dove il titolo oggi ha chiuso con un rialzo di oltre il 7%.
L'obiettivo, infatti, sarebbe quello di tentare un accordo al più presto, possibilmente entro il fine settimana, con la speranza di portare l'intesa al consiglio di amministrazione della compagnia che si dovrebbe tenere il 20 settembre per l'avvio del piano industriale.
«Siamo intenzionati a concludere positivamente il confronto» ha detto il segretario della Uil, Luigi Angeletti. «La settimana che si apre è molto importante per dare sbocco al confronto», ha confermato il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, mentre il leader della Cisl, Savino Pezzotta definiva le scadenze dei prossimi giorni: «abbiamo deciso di continuare il confronto con l' azienda e chiederemo che in settimana ci sia un confronto più diretto con Cimoli. Poi chiederemo il confronto con il Governo». Quest'ultimo, ha specificato il leader della Cisl, dovrà riguardare «le decisioni dell'azionista di maggioranza e quelle per l'applicazione degli ammortizzatori sociali».
Già questa sera, quindi, ripartono i tavoli tecnici tra compagnia e categorie per cercare di arrivare all'intesa sui nuovi contratti richiesti dall'azienda per rilanciare la produttività del lavoro e diminuire i costi. Un accordo sembra a portata di mano per i piloti: i sindacati stanno infatti mettendo a punto un'offerta a cui difficilmente la compagnia potrà dire di no. I comandanti sono infatti pronti a ridurre la quota fissa della busta paga e ad utilizzare i limiti di impiego della Lufthansa: tetto massimo di 13,5-14 ore di lavoro (servizio e volo) per un massimo di 4.200 miglia con due soli piloti. Questo significherebbe, ad esempio, due soli piloti su tutti gli aerei che coprono le tratte nel Nord America (tranne Miami), e tre comandanti sulle altre.
Per tutte le categorie, comunque, il mandato dei sindacati, è quello di tentare l'affondo nella trattativa mentre ci sarebbero stati dei contatti informali con l'azienda per convincerla a tagliare corto con i tatticismi e ad entrare nel vivo del negoziato. Dall'incontro di questa mattina, però, una cosa è emersa con chiarezza: il confronto con i sindacati non può limitarsi all'accordo con i contratti, anche perchè, ricorda Epifani, «fino ad oggi il sindacato ha garantito l'operatività aziendale e ha lavorato per l'incremento della produttività. Ma questa, da sola, non porta da nessuna parte. Azienda e governo devono darci risposte in termini di rilancio e di assetti societari. Questa settimana sarà decisiva». Questo è infatti il nodo che i sindacati vogliono discutere prima con Cimoli e poi con l'azionista: per i rappresentanti dei lavoratori resta infatti «dirimente» la questione sul controllo della società - o delle società - che gestirà, da sola o in partnership, le attività dei servizi a terra per la compagnia. « Ribadiamo che per l'azienda bisogna trovare un assetto societario senza figli e figliastri, l'holding deve controllare Alitalia fly e Alitalia service, e quest'operazione non può essere definita solo da azienda e sindacati. Ci vuole un impegno del governo su questa questione e sulla gestione non traumatica degli esuberi « ha sintetizzato il segretario generale della Uilt, Sandro Degni. «Il risanamento e la ristrutturazione devono andare di pari passo con una holding forte che consenta una gestione unitaria della compagnia» ha aggiunto il segretario della Fit Cisl, Claudio Caludiani.
Per quanto riguarda la gestione degli esuberi, comunque, Bruxelles ha oggi fatto sapere che l'ipotesi del ricollocamento degli esuberi di Alitalia in enti pubblici «non costituirebbe un aiuto di stato» - e non incontrerebbe dunque l'opposizione della Commissione europea - a condizione che l'azienda si incarichi di pagare «tutti i costi relativi al licenziamento del personale», ivi incluso il trattamento di fine rapporto (Tfr). Da New York, dove sono riuniti i partner di Alitalia di Sky Team, il presidente di Air France ha invece commentato l'annuncio di Cimoli di voler rivedere l'accordo con Air France. Quella di ritoccare i dettagli di un accordo, ha osservato Jean Ciryl Spinetta, «è una strada normale. Abbiamo iniziato a parlare un paio di mesi fa e abbiamo già fatto qualcosa. Comunque - ha precisato il manager francese - l'accordo con Alitalia è giusto e bilanciato».
Francesca Chiri

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