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Il governo medierà. Lavoratori fanno sciopero della fame

Il ministro delle Infrastrutture, Lunardi, assicura il ruolo attivo dell'esecutivo. Tuttavia si tratterebbe solo di impiegare i consueti ammortizzatori sociali. Il carico degli esuberi sarebbe definitivamente fissato in cinquemila persone
ROMA - Su Alitalia è tregua armata. Il titolo rimane inchiodato sui valori del giorno precedente avendo registrato una impercettibile variazione dello 0,04%. In precedenza però aveva registrato oscillazioni molto ampie passando da un calo del 2,7% ad un aumento del 2,2%. Una escursione che simboleggia lo stato d'animo dei protagonisti della partita. Per esempio i sindacati che sono passati dalla costernazione provocata dall'annuncio che ci saranno cinquemila tagli, alla soddisfazione per la comunicazione di un possibile intervento del governo. Ad accendere le speranze il ministro delle Infrastrutture, Lunardi, che assicura il ruolo attivo dell'esecutivo. Tuttavia, da quanto si capisce, si tratta solo di impiegare i consueti ammortizzatori sociali: cassa integrazione, mobilità lunga, dove e se possibile, prepensionamenti. Nulla però che serva a rendere più leggero il carico degli esuberi definitivamente fissato in cinquemila persone. Una cifra che i sindacati giudicano esagerata. Ma ciononostante non chiudono le porte a Cimoli e chiedono la correzione del piano. I piloti, però fanno sapere che non scenderanno in sciopero. Anche hostess e assistenti di volo, pur pesantemente colpiti dai tagli, non sembrano intenzionati a incrociare le braccia. Vogliono continuare a trattare nella speranza di ottenere le migliori condizioni possibili. Altri lavoratori, invece, presi dalla disperazione e dal timore di trovarsi da un giorno all'altro senza lavoro, non aspettano la mediazione dei sindacati e preparano iniziative di protesta anche clamorose.
La Cub ha avviato la mobilitazione, promuovendo anche uno sciopero della fame a rotazione. «Metteremo in atto iniziative al sostegno del rilancio di Alitalia come azienda pubblica» sostiene la Confederazione unitaria di base. Il Sult, da parte sua avverte che i lavoratori sono pronti a fare anche «gesti folli». «Fra i dipendenti ci sono delle sensazioni terribili: ormai sono pronti a fare anche gesti folli come ad esempio l'occupazione delle piste di atterraggio e decollo». Lo ha detto Isla Cavallaro, rappresentante del Sulta, uscendo da uno dei palazzi del centro direzionale dell'Alitalia dove ha ascoltato alcune assemblee dei dipendenti. «I lavoratori sono disorientati perchè l'azienda non dice nulla per quanto riguarda il rilancio della compagnia, continuando invece a parlare solo di tagli, esuberi e contratti a termine che andranno a morire. Sembra che Cimoli - continua Cavallaro - non abbia interesse ad avere una compagnia aerea».
Secondo la rappresentanza del Sult il fatto che il futuro dell'Alitalia sia in bilico «dovrebbe preoccupare soprattutto i cittadini perchè senza Alitalia sarà un problema volare in quanto anche le compagnie low costa operano solo su aeroporti redditizi. Quindi senza Alitalia il rischio è che le isole italiane vengano in qualche modo isolate così come molte città, fatta eccezione per quelle del nord e del nord-est». Per il momento è tregua armata. La situazione potrebbe precipitare da un momento all'altro.
Nino Sunseri

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