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«Se non licenzia Alitalia muore»

Non usa mezzi termini la commissaria Ue per i trasporti, Loyola de Palacio: i sindacati italiani devono arrendersi all'evidenza ed accettare il fatto che senza tagli al personale Alitalia «non potrà sopravvivere»
BRUXELLES - I sindacati italiani devono arrendersi all'evidenza ed accettare il fatto che senza tagli al personale Alitalia «non potrà sopravvivere». Non usa mezzi termini la commissaria Ue per i trasporti, Loyola de Palacio, a proposito del braccio ferro fra i vertici dell'azienda e le organizzazioni sindacali sulla riduzione degli organici.
Senza una taglio del personale, ha detto oggi de Palacio in un'intervista all'Ansa, «la compagnia non potrà sopravvivere» in quanto è chiaro che l'azienda soffre di «un problema di costi e di eccesso di personale». Per questo, ha aggiunto, una riduzione dei dipendenti resta «essenziale».
Si tratta di «scelte difficili e dolorose», ha riconosciuto la commissaria europea, perchè uomini e donne perdono il posto di lavoro, ma d'altra parte «sono misure che permettono di salvare gran parte» dei dipendenti Alitalia. «E' meglio tagliare alcuni posti e ridurre il numero dei dipendenti, ma mantenere l'azienda in vita e garantire così la maggioranza dei posti di lavoro», ha aggiunto. E' stata proprio la commissaria spagnola, in luglio, ad esaminare ed far approvare dalla Commissione Ue il prestito-ponte da 400 milioni di euro che - se utilizzato - permetterà ad Alitalia di sopravvivere oltre settembre. Una boccata d'ossigeno, però, subordinata ad un'intesa sul piano di rilancio.
Per questo la commissaria Ue ha lanciato un vero e proprio appello al «senso di responsabilità « delle organizzazioni sindacali. Anzi, si è spinta oltre sostenendo che il peso di un mancato accordo e del conseguente fallimento della compagnia ricadrebbe in principal modo proprio sulle spalle di chi vuole proteggere i lavoratori.
Sono «decisioni difficili da prendere», ma si tratta di una «scelta obbligata» non solo per l'immediato, ma anche per le future alleanze di Alitalia da molti ritenute essenziali per la ripresa della compagnia. «Nessuno fa un'alleanza con un vettore che non può sopravvivere», ha detto de Palacio.
Pur dicendosi «preoccupata» dal braccio di ferro in atto, la commissaria spagnola si è mostrata fiduciosa che «alla fine» ci sarà un'intesa e che i sindacati assumeranno una «posizione ragionevole e responsabile» che permetterà al governo di «garantire finalmente il prestito ponte» e all' azienda di avviare il piano di ristrutturazione.
Sull'entità dei tagli, de Palacio non si è voluta sbilanciare. «Non posso entrare in questi dettagli», ha tagliato corto. Per quanto riguarda il piano di ristrutturazione, invece, ha ricordato che l'esame di Bruxelles riguarderà le modalità di restituzione del prestito-ponte e, «in caso di privatizzazione, come verrà sostituita la garanzia del prestito».
Ma anche la fattibilità del piano avrà un peso: «Per noi è essenziale garantire che non vi siano aiuti di stato - ha detto -, ma è chiaro che il piano deve anche assicurare la sopravvivenza della compagnia». Oltre ai tagli del personale, infine, l'azienda dovrà intervenire su una «riduzione generale dei costi di funzionamento, una migliore redditività degli asset e della capacità di trasporto».
Immediate le reazioni dall'Italia. «La signora de Palacio faccia silenzio e s'informi prima sullo stato delle trattative», ha attaccato Nicoletta Rocchi, segretaria confederale Cgil. Marco Rizzo, capodelegazione del Partito dei comunisti italiani (Pdci) al parlamento europeo, ha invece accusato la Comissione europea di scaricare sui lavoratori gli errori di gestione di Alitalia.
Per Rocco Buttiglione invece, designato come futuro commissario Ue, «Alitalia non può essere salvata con denaro pubblico, ma solo con impegni precisi assunti dall'azionista, nel rispetto delle regole Ue, dai sindacati e dagli enti locali di Roma e Milano».
Federico Garimberti

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