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Sabato 23 Settembre 2017 | 09:21

«Bruciati» 16mila posti di lavoro

Rilevazione Istat fra giugno 2003 e giugno 2004: continua in Italia la crisi dell'occupazione, soprattutto nell'industria. Assunzioni nel settore servizi
ROMA - A giugno l'occupazione nelle grandi imprese ha segnato un calo congiunturale dello 0,1% al lordo della cassa integrazione e una variazione nulla al netto della cig. In termini tendenziali, l'occupazione è diminuita dello 0,8% al lordo della cig e dello 0,9% al netto della cig. In pratica, segnala l'Istat, in un anno (giugno 2003-giugno 2004) si sono perse 16mila posizioni lavorative dipendenti. Complessivamente nei primi sei mesi del 2004 la variazione media dell'occupazione nelle grandi imprese, rispetto allo stesso periodo del 2003, è stata di meno 0,9% al lordo della cig e di meno 1,2% al netto della cig.
A fronte di un continuo calo dell'occupazione nell'industria, il settore dei servizi continua a creare posti di lavoro, anche se non in grado di bilanciare del tutto la perdita di posizioni lavorative dipendenti dell'industria.
Infatti nelle grandi imprese dell'industria, a giugno l'occupazione ha segnato una variazione tendenziale di meno 3% al lordo della cig e del 3,3% al netto della cig. La variazione tendenziale dell'occupazione lorda corrisponde a una perdita di 23 mila posti di lavoro. Nei primi sei mesi, la variazione media è stata di meno 2,9% al lordo della cig e di meno 3,4% al netto della cig.
Nelle grandi imprese dei servizi, l'aumento tendenziale segna un più 0,6% sia al lordo che al netto della cig. In pratica da giugno 2003 sono stati creati 7 mila nuovi posti di lavoro. Nel primo semestre, la variazione media dell'occupazione è stata di più 0,5% al lordo della cig e di +0,4% al netto della cig. A giugno l'occupazione nelle grandi imprese ha segnato un calo congiunturale dello 0,1% al lordo della cassa integrazione e una variazione nulla al netto della cig. In termini tendenziali, l'occupazione è diminuita dello 0,8% al lordo della cig e dello 0,9% al netto della cig. In pratica, segnala l'Istat, in un anno (giugno 2003-giugno 2004) si sono perse 16 mila posizioni lavorative dipendenti. Complessivamente nei primi sei mesi del 2004 la variazione media dell'occupazione nelle grandi imprese, rispetto allo stesso periodo del 2003, è stata di meno 0,9% al lordo della cig e di meno 1,2% al netto della cig.
A fronte di un continuo calo dell'occupazione nell'industria, il settore dei servizi continua a creare posti di lavoro, anche se non in grado di bilanciare del tutto la perdita di posizioni lavorative dipendenti dell'industria.
Infatti nelle grandi imprese dell'industria, a giugno l'occupazione ha segnato una variazione tendenziale di meno 3% al lordo della cig e del 3,3% al netto della cig. La variazione tendenziale dell'occupazione lorda corrisponde a una perdita di 23 mila posti di lavoro. Nei primi sei mesi, la variazione media è stata di meno 2,9% al lordo della cig e di meno 3,4% al netto della cig.
Nelle grandi imprese dei servizi, l'aumento tendenziale segna un più 0,6% sia al lordo che al netto della cig. In pratica da giugno 2003 sono stati creati 7 mila nuovi posti di lavoro. Nel primo semestre, la variazione media dell'occupazione è stata di più 0,5% al lordo della cig e di +0,4% al netto della cig. A giugno l'occupazione dipendente registra una diminuzione tendenziale del 5,8 per cento nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua, del 2,7 per cento nelle attività manifatturiere e del 2 per cento nel settore delle costruzioni. Tutti i comparti manifatturieri registrano variazioni tendenziali negative, ad eccezione delle altre industrie manifatturiere (più 2,8 per cento). Le diminuzioni più marcate si osservano nelle industrie tessili e dell'abbigliamento (meno 5 per cento), nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (meno 4,6 per cento) e nella produzione di macchine ed apparecchi meccanici (meno 3,7 per cento). All'interno del settore dei servizi si registrano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali nei comparti degli alberghi e ristoranti (più 4,2 per cento), del commercio (più 2,7 per cento), delle altre attività professionali ed imprenditoriali (più 2,2 per cento) e dei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (più 0,1 per cento). Il comparto dell'intermediazione monetaria e finanziaria presenta una diminuzione tendenziale dell'1,3 per cento.
Il ricorso alle ore di lavoro straordinario è stato pari al 5,3 per cento delle ore ordinarie, con una variazione tendenziale di più 0,1 punti percentuali rispetto al giugno 2003. Nelle grandi imprese dell'industria il ricorso alle ore di lavoro straordinario è risultato pari al 4,7 per cento, con un incremento tendenziale di 0,1 punti percentuali. In quelle dei servizi l'incidenza dello straordinario è stata pari al 5,6 per cento, con una variazione tendenziale nulla. A giugno l'utilizzo della cig è stato pari a 11,1 ore per mille ore lavorate. Il ricorso alla cig è aumentato di 0,2 ore per mille ore lavorate in termini congiunturali e di 1,8 ore rispetto a giugno 2003; il confronto tra i primi sei mesi del 2004 ed il corrispondente periodo del 2003 mostra un aumento di 2,3 ore di cig per mille ore lavorate. Le ore di sciopero effettuate a giugno sono state pari a 1,1 per mille ore lavorate, con un decremento di 0,7 ore per mille ore lavorate rispetto al giugno 2003. Nel confronto tra i primi sei mesi del 2004 e il corrispondente periodo del 2003 si osserva un aumento di 1,2 ore di sciopero per mille ore lavorate.
La retribuzione lorda media per ora lavorata nel totale delle grandi imprese ha presentato a giugno una variazione congiunturale pari a più 0,3 per cento. L'indice grezzo ha registrato una diminuzione tendenziale dello 0,2 per cento.
Nella media del periodo gennaio-giugno la retribuzione lorda media per ora lavorata è cresciuta del 2,6 per cento. Le corrispondenti variazioni tendenziali della retribuzione lorda media per dipendente sono state pari a più 0,6 per cento a giugno e a più 3,1 per cento nella media gennaio-giugno. Si deve considerare che la differenza tra il tasso di crescita del valore pro capite e quello del valore orario è dovuta al significativo aumento tendenziale delle ore lavorate per dipendente, attribuibile agli effetti di calendario.
A giugno l'occupazione dipendente registra una diminuzione tendenziale del 5,8 per cento nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua, del 2,7 per cento nelle attività manifatturiere e del 2 per cento nel settore delle costruzioni. Tutti i comparti manifatturieri registrano variazioni tendenziali negative, ad eccezione delle altre industrie manifatturiere (più 2,8 per cento). Le diminuzioni più marcate si osservano nelle industrie tessili e dell'abbigliamento (meno 5 per cento), nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (meno 4,6 per cento) e nella produzione di macchine ed apparecchi meccanici (meno 3,7 per cento). All'interno del settore dei servizi si registrano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali nei comparti degli alberghi e ristoranti (più 4,2 per cento), del commercio (più 2,7 per cento), delle altre attività professionali ed imprenditoriali (più 2,2 per cento) e dei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (più 0,1 per cento). Il comparto dell'intermediazione monetaria e finanziaria presenta una diminuzione tendenziale dell'1,3 per cento.
Il ricorso alle ore di lavoro straordinario è stato pari al 5,3 per cento delle ore ordinarie, con una variazione tendenziale di più 0,1 punti percentuali rispetto al giugno 2003. Nelle grandi imprese dell'industria il ricorso alle ore di lavoro straordinario è risultato pari al 4,7 per cento, con un incremento tendenziale di 0,1 punti percentuali. In quelle dei servizi l'incidenza dello straordinario è stata pari al 5,6 per cento, con una variazione tendenziale nulla. A giugno l'utilizzo della cig è stato pari a 11,1 ore per mille ore lavorate. Il ricorso alla cig è aumentato di 0,2 ore per mille ore lavorate in termini congiunturali e di 1,8 ore rispetto a giugno 2003; il confronto tra i primi sei mesi del 2004 ed il corrispondente periodo del 2003 mostra un aumento di 2,3 ore di cig per mille ore lavorate. Le ore di sciopero effettuate a giugno sono state pari a 1,1 per mille ore lavorate, con un decremento di 0,7 ore per mille ore lavorate rispetto al giugno 2003. Nel confronto tra i primi sei mesi del 2004 e il corrispondente periodo del 2003 si osserva un aumento di 1,2 ore di sciopero per mille ore lavorate.
La retribuzione lorda media per ora lavorata nel totale delle grandi imprese ha presentato a giugno una variazione congiunturale pari a più 0,3 per cento. L'indice grezzo ha registrato una diminuzione tendenziale dello 0,2 per cento.
Nella media del periodo gennaio-giugno la retribuzione lorda media per ora lavorata è cresciuta del 2,6 per cento. Le corrispondenti variazioni tendenziali della retribuzione lorda media per dipendente sono state pari a più 0,6 per cento a giugno e a più 3,1 per cento nella media gennaio-giugno. Si deve considerare che la differenza tra il tasso di crescita del valore pro capite e quello del valore orario è dovuta al significativo aumento tendenziale delle ore lavorate per dipendente, attribuibile agli effetti di calendario.

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