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Giovedì 19 Aprile 2018 | 15:40

Petrolio - In arrivo stangata da 50 euro

Le famiglie italiane rischiano una vera e propria stangata con un rincaro della spesa per la luce ed il gas, legata ai record del petrolio
ROMA - Allarme bollette: nei prossimi due trimestri le famiglie italiane rischiano una vera e propria stangata con un rincaro della spesa per la luce ed il gas, legata ai record del petrolio che, su base annua, potrebbe superare i 50 euro. Secondo le prime stime del Rie (Ricerche Industriali Energetiche di Bologna) nello scenario «più ottimista», ovvero con il brent che si riporti a fine anno sui 37 dollari, dal primo ottobre scatterà per la luce un rincaro del 3% cui ne seguirà uno del 2% dal primo gennaio 2005 per un totale di 20 euro in più su base annua. Per il gas dal primo ottobre, invece, il rincaro è atteso sul 2% per poi registrare un nuovo aumento del 2,5% dall'inizio del 2005 con un aggravio complessivo di 30 euro a famiglia.
Se le previsioni del Rie dovessero essere confermate dagli aggiornamenti che l'Authority per l'Energia compie ogni tre mesi per adeguare le tariffe all'andamento del costo dei combustibili, una famiglia tipo (2.700 chilowattora di elettricità e 1.400 metri cubi di gas consumati in un anno) dovrebbe così mettere in budget una spesa di 50 euro in più. Un aggravio che potrebbe addirittura salire ancora, sfondando i 120 euro, nel caso di uno scenario «meno ottimistico», con un andamento del petrolio, cioè, nei prossimi mesi sui livelli attuali. Nel caso in cui il brent si mantenesse sui 40-42 dollari, fa notare Davide Tabarelli esperto del Rie, i rincari nelle prossime bollette sarebbero infatti assai più consistenti e minerebbero la spesa delle famiglie per l'intero 2005.
Considerando un greggio a 42 dollari a fine d'anno per la luce si registrerebbero rincari del 3% ciascuno nei prossimi due trimestri, del 2% nel secondo quarto del 2005 e del 2,2% in quello successivo: con il risultato che solo per la bolletta elettrica l'aggravio per ogni famiglia sarebbe di quasi 40 euro su base d'anno. Un aumento a cui si aggiungerebbero oltre 80 euro in più per quanto riguarda il gas: se si verificasse, infatti, lo scenario «meno ottimista», spiega Tabarelli, per il metano di registrerebbero aumenti, successivi, oltre il 2% in tutti i prossimi 4 trimestri, per un totale che supererebbe gli 80 euro di spesa aggiuntiva su base annua.
«Le stime elaborate sono le migliori realizzabili in questo momento» spiega l'esperto ricordando che le previsioni si basano sul tradizionale sistema di calcolo dell'aggiornamento usato dall'Authority che, per quanto riguarda l'energia elettrica, prende come riferimento l'andamento del costo della materia prima nei 6 mesi precedenti mentre per il gas tiene in considerazione i 9 mesi precedenti. Nelle stime, prosegue, non si valuta cioè l'entrata in funzione della Borsa elettrica che tende a trasferire immediatamente le fiammate dei prezzi della materia prima, minimizzando l'effetto calmierante previsto dal calcolo dell'Authority.
Ovviamente «ogni previsione non tiene conto di possibili decisioni dell'Authority che potrebbe, come a volte accaduto in passato, decidere di trasferire solo parte degli aumenti legati all'andamento dei combustibili sulle piazze internazionali, ammortizzandone l'impatto attraverso altre voci che gravano sulla tariffa finale per i consumatori». E, ancora, Tabarelli ricorda anche la possibilità di un intervento del Governo che potrebbe decidere, come accade nell'agosto 2002, di congelare gli aumenti per contenere l'effetto sul caro-vita.

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