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Fisco: evasioni per 3 miliardi di euro

Intensificati i controlli nei settori preferiti per le frodi: auto, telefonini, computer ma anche carne. Messa in campo di blitz simultanei nelle varie regioni
ROMA - Si aggira intorno ai 3 miliardi di euro l'imponibile che sfugge all'Iva, l'imposta sul valore aggiunto. Auto, telefonini, computer ma anche carne: sono questi i settori più colpiti dalle frodi fiscali. E per questo l'Agenzia delle Entrate in questo 2004 sta puntando su una intensificazione dei controlli, con l'apertura di 20 filoni di indagine e la messa in campo di blitz simultanei nelle varie regioni.
A fotografare la situazione dell'evasione nell'Iva è uno studio della Direzione Centrale Accertamento dell'Agenzia delle Entrate che ha messo sotto la lente, in particolare, gli scambi commerciali in ambito comunitario. Il fenomeno dell'evasione Iva si rivela non solo un problema sotto il profilo fiscale ma anche per la concorrenza commerciale in quanto gli operatori che non fanno pagare l'Iva ai clienti, nei fatti riescono a praticare sconti sulla merce fino al 20%, pari proprio all'imposta evasa.
- VENDITA AUTO, 1,5 MILIARDI IN NERO. Il settore maggiormente interessato dalle frodi scoperte dall'Agenzia è quello del commercio delle automobili, dove opera un vero e proprio «mercato parallelo», per importi che si aggirano intorno ai 1,5 mld di euro di imponibile evaso e un numero di operatori economici pari a circa 300. L'indagine dell'amministrazione fiscale è partita da riscontri delle informazioni presenti presso la Motorizzazione civile relativamente alle «nazionalizzazioni» che ha consentito di scoprire il meccanismo di «una delle più vaste frodi - secondo fonti dell'Agenzia - che ha interessato il nostro Paese». Le regioni dove il fenomeno ha preso maggiormente piede sono Liguria e Veneto, dove gli 007 dell'Agenzia - che opera attraverso blitz regionali effettuati in simultanea e coordinati da Gruppo AntiFrode nazionale - hanno scoperto i passaggi posti in essere dagli operatori economici per aggirare l'esborso dell'Iva (prestanome, vendite simulate con operatori comunitari, false lettere d'intento, ecc).
- A RISCHIO ANCHE SETTORI TELEFONINI E COMPUTER. Notevolmente interessati sono anche i settori del commercio dei telefonini, del materiale informatico e quello della carne; ma non mancano società «fantasma» costituite ad hoc per creare ad arte falsi costi o vendite simulate di immobili o di beni strumentali preordinati all'abbattimento del reddito e alla costituzione di crediti di imposta da portare in compensazione o da chiedere a rimborso. In particolare nell'ambito delle indagini nel settore del materiale elettronico e computer, è venuto alla luce in Toscana un sistema di frode relativo a materiale elettronico acquistato per un importo totale di 100 milioni di euro da fornitori comunitari ed extra Ue (per il tramite di depositi doganali) senza aver assolto al versamento dell'Iva.
- RIMBORSI IVA, MOLTI RISULTATI FALSI. In Emilia Romagna e Puglia l'Agenzia ha messo in campo di interventi simultanei anche nell'azione di contrasto del fenomeno delle frodi nel settore dei rimborsi Iva. Partendo dalla Calabria, poi, è stato pianificato un intervento coordinato che ha interessato diverse regioni, per il controllo di 19 società collegate tra loro, i cui soci e rappresentanti legali svolgono esclusivamente la funzione di prestanome, fornendo fatture per operazioni inesistenti (cessioni di immobili e di altri beni strumentali per milioni di euro) al fine di far ottenere illeciti rimborsi Iva. Esito del blitz - secondo lo studio dell'Agenzia - è stato il riscontro dell'inesistenza delle società e lo smantellamento del «castello di carte» messo in piedi per supportare la falsità dei rimborsi Iva. La struttura di intelligence dell'Agenzia ha individuato poi in Lombardia un sistema basato sulla creazione di una rete di società «fantasma» (le cosiddette cartiere) specializzate nella emissione di fatture false ad operatori economici che svolgono attività in svariati settori economici, le cui contabilità sono detenute presso alcuni studi commerciali già individuati. In una prima fase sono stati portati a termine circa 60 interventi, che hanno interessato 7 regioni. E' stata raggiunta la prova della fornitura di fatture false a 300 società reali ed operative con attività disparate, nei cui confronti si sta procedendo.

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