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E' il boom delle tasse locali

Nel 2003, rispetto al 1993, le entrate fiscali degli enti locali sono aumentate del 178,4%, passando da 31,79 miliardi di euro a 88,50 miliardi del 2003. La media di aumento annua è stata pari al 12,1%
VENEZIA - La tassazione a livello locale in Italia ha registrato nell'ultimo decennio un vero e proprio boom. Nel 2003, rispetto al 1993, le entrate fiscali degli enti locali sono aumentate del 178,4%, passando da 31,79 miliardi di euro a 88,50 miliardi del 2003. La media di aumento annua è stata pari al 12,1%.
L'allarme sull'aumento della tassazione locale arriva dall'ufficio studi degli artigiani della Cgia di Mestre. La ricerca sottolinea però un altro aspetto importante. Mentre tributi e balzelli di Regioni, Comuni, Province, Comunità montane sono aumentati, vi è stata per converso una diminuzione delle tasse da parte dell'amministrazione centrale. Nello stesso periodo, infatti - rileva la Cgia - le entrate da tassazione dello Stato sono passate da 290,60 miliardi di euro del 1993 ai 281,70 miliardi del 2003, pari al 3,1% in meno (media annua -0,2%). Ciò è dovuto soprattutto al fatto che sino alla fine degli anni '80 la finanza locale era molto contenuta; solo successivamente le competenze e i servizi offerti dagli enti locali sono cresciuti di molto.
La Cgia spinge l'analisi anche sul piano politico, osservando che «molte amministrazioni locali hanno calcato la mano e non sempre alle imposte pagate sono stati corrisposti dei servizi alla cittadinanza qualitativamente e quantitativamente accettabili». Inoltre il decentramento Stato - enti locali ha spostato il baricentro della pressione fiscale in capo a questi ultimi.
E la situazione, secondo l'ufficio studi mestrino, sarebbe in fase di peggioramento, causa la trasformazione di alcuni tributi locali in tariffe (è il caso dello smaltimento dei rifiuti) che da un lato permettono aumenti maggiori, dall'altro garantiscono ulteriori introiti allo Stato con l'applicazione dell'Iva.
«Il normale contribuente, in questo modo - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - si trova fare i conti con la doppia beffa dell'aumento e dell'impossibilità di detrarsi l' Iva. A questo si accompagna la crescita delle bollette dell'energia elettrica, del telefono, del gas , nonchè delle tariffe RC auto, autostradali, postali, dei trasporti terrestri ed aerei». «Il federalismo fiscale - conclude Bortolussi - è proprio l'opposto di quanto si è fatto e si sta facendo. Esso dovrebbe favorire la razionalizzazione e la produttività della spesa garantendo un forte contenimento della stessa attraverso una maggiore responsabilizzazione degli amministratori a ridurre la pressione tributaria».

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