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Martedì 24 Ottobre 2017 | 04:20

Petrolio: drammatici record

A New York ha toccato quota 46,20 dollari al barile; a Londra, il Brent è arrivato a 43,40. Scampagnata fuori porta di Ferragosto all'insegna del caro-carburanti
ROMA - Altri due nuovi massimi per il petrolio: il record del future di settembre sul Light Crude a New York ha toccato quota 46,20 dollari al barile; a Londra, il Brent è arrivato a 43,40 con un guadagno del 2,35% sulla chiusura di ieri, con 1,11 dollari in più per barile.

Scampagnata fuori porta di Ferragosto all'insegna del caro-carburanti. E questa volta non se la caveranno nemmeno gli automobilisti che hanno scelto un'auto diesel. Anzi, proprio loro sono quelli che dovranno mettere più pesantemente mano al portafoglio: in un anno, infatti, il prezzo del gasolio è salito di 10 cents e quindi per un pieno da 50 litri si dovranno spendere ben 5 euro in più.
Con gli occhi sempre puntati sui prezzi della benzina, la corsa verso l'alto del gasolio era passata quasi inosservata. Ma il confronto è presto fatto: a settembre 2003 un litro di verde costava mediamente 1,097 euro, oggi 1,171 euro. Di contro per un litro di gasolio, sempre a settembre 2003, si dovevano sborsare in media 0,870 euro, mentre oggi ne servono 0,970. E se si vogliono proprio fare i conti in tasca agli automobilisti, ecco allora che mentre come detto un pieno diesel costa oggi 5 euro in più, gli stessi 50 litri, ma di benzina, costano solo 3,7 euro in più.
Sembra dunque essere il gasolio a scontare, ancor più che la benzina, le tensioni sui prezzi del petrolio. E le continue impennate delle quotazioni del greggio hanno fatto si che quasi tutte le compagnie abbiano giocato al rialzo e che il prezzo del diesel sia arrivato al suo nuovo massimo. Secondo quanto risulta dall'aggiornamento di oggi dei prezzi dei carburanti sul sito del Ministero delle Attività produttive, il prezzo del gasolio ha raggiunto quota 0,974 euro (pari a 1885,92 delle vecchie lire) presso i distributori Erg. Che sono seguiti a ruota da quelli a marchio Api (0,973 euro), Fina (0,972 euro), Shell e Tamoil (0,971 euro) e Agip, Esso, Ip e Q8, che si sono fermati a quota 0,970 euro.
Il caro-gasolio, oltretutto, interessa un numero sempre maggiore di italiani. Secondo i dati dell'Unione Petrolifera infatti, nel 2003 c'è stato un ulteriore e consistente incremento di gasolio auto (+3,7%), che ha compensato la discesa dei consumi di benzina (-4%) e di gpl (-8,5%). Il gasolio da autotrazione rappresenta oggi circa il 53% delle vendite di carburanti ed è in ascesa vistosa soprattutto nel segmento autoveicoli, tenuto conto della forte impennata delle autovetture diesel vendute, che oggi rappresentano oltre il 56% delle nuove immatricolazioni. Continuando di questo passo, secondo l'associazione degli industriali del petrolio, «già nel 2010 il parco diesel, ora pari a 7 milioni di unità, si avvicinerebbe, con 12,4 milioni di esemplari, a quello a benzina, che scenderebbe a 15,9 milioni di vetture rispetto agli attuali 22 milioni. In questo scenario non è improbabile un superamento entro il 2015».

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