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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:19

Financial Times: nuovo scandalo Alitalia

Per il giornale britannico, l'Enac (ente per la sicurezza) ha chiesto a British Airways e Lufthansa di non praticare tariffe inferiori a quelle di Alitalia sulle rotte intercontinentali
MILANO - Scoppia la guerra nei cieli fra Italia e Gran Bretagna. Ad accendere la miccia un articolo del Financial Times di questa mattina che racconta dei tentativi del governo italiano di salvare Alitalia che, scrive il giornale britannico, negli ultimi quattro anni ha perso il 16% del mercato nazionale a causa della concorrenza delle compagnie a basso costo. L'intervento italiano è stato effettuato attraverso l'Enac, l'ente presieduto dal palermitano Vito Riggio che si occupa della sicurezza di volo. L'Enac ha chiesto ad alcune compagnie, tra cui British Airways e la tedesca Lufthansa, di non praticare tariffe inferiori a quelle di Alitalia sulle rotte intercontinentali. «Lo ha fatto » spiega il Financial Times - per favorire il salvataggio del gruppo italiano». Richieste accolte? Ma neanche per sogno, perchè le due pricipali compagnie europee hanno subito storto il naso. La Lufthansa ha scelto la strada più conciliante aprendo un tavolo di trattative riservato con le autorità italiane. British Airways ha adottato la via dello scontro rivolgendosi alla Commissione europea perchè convinca il governo italiano a cambiare strada. Chiaro l'obiettivo: sospendere la richiesta alle compagnie aeree europee affinchè non pratichino prezzi inferiori rispetto a quelli di Alitalia. E stando a vedere lo stato dei bilanci della compagnia britannica non viene da stupirsi che la British Airways cerchi di consolidare la sua posizione sul mercato dei voli. Un vantaggio ottenuto grazie anche ai problemi della compagnia di bandiera italiana. A Roma la notizia del Financial Times è giunta come una bomba. Il governo, per bocca del ministro dei Trasporti Lunardi, ha fatto sapere di non essere minimamente coinvolto nella partita. Vito Riggio, presidente dell'Enac, invece ha confermato. Ha detto di aver mandato all'inizio di luglio una lettera a British Airways e a Lufthansa per chiedere spiegazioni. In un comunicato ha affermato che non si tratta di un arbitrio ma solo di applicare la legge. In particolare l'Italia intende solo far rispettare gli accordi bilaterali esistenti con Germania e Gran Bretagna in materia di voli a lungo raggio. Dunque, secondo, l'Enac la violazione delle regole non è stata fatta dalle autorità italiane ma dalle due compagnie che hanno applicato prezzi diversi rispetto a quelli concordati.
Ora la decisione toccherà a Bruxelles che, tuttavia non si esprimerà prima di settembre. «British Airways ha fatto un reclamo alla Commissione europea - ha detto un portavoce della Commissione - e la nostra risposta arriverà nelle prossime settimane». La questione è piuttosto delicata e presenta due diversi aspetti che Bruxelles sta attualmente considerando. Anzitutto essa s'inscrive nell'ambito di accordi bilaterali fra i due paesi sui quali la Commissione, per sua stessa ammissione, «non ha una base giuridica molto forte per poter reagire», tanto più - ha aggiunto il portavoce Ue - che «solo le tariffe dei voli intracomunitari sono soggette al regolamento comunitario del '92» e non le tariffe dei voli che hanno fatto scoppiare il casus belli. E' il caso, per l'appunto, del contestato Roma-New York via Londra che British Airways fa pagare, in classe economica, 322 euro contro i 497 euro del biglietto Alitalia per il volo diretto Roma-New York. La questione, tuttavia, non può essere liquidata come un «affaire» puramente italo-britannico visto che, in prospettiva, tutte le compagnie dell'Ue potrebbero essere coinvolte in polemiche tariffarie di questo tipo. British Airways però sembra intenzionata ad andare avanti visto l'efficacia della cura dimagrante avviata negli anni scorsi. Nel periodo aprile-giugno 2004, la compagnia britannica ha visto crescere il proprio traffico aereo del 10% ed aumentare i propri ricavi del 5,1% a 1,93 miliardi di sterline. Alla base dei buoni risultati della compagnia c'è il piano di ristrutturazione portato avanti negli ultimi tre anni da Rod Eddington, amministratore delegato della compagnia. Per fronteggiare la concorrenza delle compagnie low cost, infatti, Eddington ha tagliato 13.000 posti lavoro ed ha ridotto le spese di 869 milioni di sterline in un triennio. E per i prossimi due anni è prevista un'ulteriore riduzione dei costi pari a circa 300 milioni di sterline. A rendere ora la situazione più difficile contribuisce il caro-petrolio che, per esempio, costringerà British Airways ad applicare un sovrapprezzo sulle tariffe. Insomma si lotta per la sopravvivenza e a Londra hanno un sospetto molto forte. E cioè che Alitalia, impegnata in un duro confronto con i sindacati per varare il piano di ristrutturazione abbia chiesto un aiuto alle autorità di controllo. Il tentativo, secondo il Financial Times avrebbe avuto successo visto l'invito ad aumentare le tariffe rivolto a British e a Lufthansa.
Nino Sunseri

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