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Petrolio - Nuova impennata del prezzo a barile

Ha toccato i 44,24 dollari. Il livello raggiunto stamani rappresenta il massimo mai toccato al New York Mercantile Exchange da quando sono stati avviati gli scambi sui futures nel 1983. L'aumento per le dichiarazioni del presidente dell'Opec, secondo cui l'Arabia Saudita non è in grado di alzare immediatamente la sua produzione
ROMA - Petrolio alle stelle con il brent, il greggio di riferimento europeo, che supera i 40 dollari al barile portandosi ai massimi degli ultimi 14 anni e avvicinandosi al record mai superato di 40,95 dollari al barile, toccato ai tempi della Prima Guerra del Golfo del '90. E mentre il greggio europeo vola, anche a New York i contratti con consegna prevista per settembre, continuano a macinare nuovi massimi: il Wti (west intermediate Texas) nelle contrattazioni telematiche pre-mercato di New York passava di mano questa mattina a 44,24 dollari, il massimo mai toccato dal debutto del sistema dei futures nel 1983.
A spingere al rialzo le quotazioni dell'oro nero (da settimane sotto pressione per le vicende mediorientali ed i timori di un calo della disponibilità mondiale) sono arrivate oggi anche le dichiarazioni del presidente dell'Opec, Purnomo Yusgiantoro, secondo il quale un eventuale intervento al rialzo della produzione del Cartello per contrastare l'impennata delle quotazioni, non potrebbe arrivare sui mercati e produrre l'effetto desiderato in tempi brevi. Un'indicazione che ha gelato anche quel poco di ottimismo che poteva emergere dopo la disponibilità, mostrata dall'Arabia Saudita, di aprire ancora i propri rubinetti immettendo sul mercato altri 500mila barili di greggio al giorno: di aumentare cioè la propria produzione dagli attuali 9,5 milioni di barili al giorno a 10 milioni. «I prezzi sono pazzi», ha spiegato il presidente dell'Opec sottolineando che il Cartello «potrebbe aumentare la produzione» per deprimere le quotazioni ma «i tempi non sarebbero immediati».

È record anche per il «paniere» Opec. Il prezzo medio del petrolio Opec è salito infatti a 39,04 dollari al barile (159 litri), toccando il livello più alto mai raggiunto da quando l'1° gennaio 1987 fu introdotto l'attuale «paniere».
Lo ha reso noto oggi il segretariato dell'organizzazione con sede a Vienna.
L'ultimo record era di 38,94 dollari al barile e risale al 28 settembre 1990, all'apice della prima crisi del Kuwait. Dal 1° luglio scorso l'Opec produce ufficialmente 25,5 milioni di barili (159 litri) al giorno.
Il prezzo medio del petrolio Opec è calcolato sulla base di un «paniere» di sette diversi tipi di petrolio venduti dagli 11 paesi dell'Organizzazione, e viene reso noto il giorno successivo alle transazioni.

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