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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:20

Il 60% degli italiani ritiene il proprio reddito familiare insufficiente

Il 60% degli italiani ritiene il proprio reddito familiare insufficiente per vivere dignitosamente. Indagine dell'Isae sulla povertà soggettiva in Italia e in Europa
ROMA - Gli italiani si sentono più poveri e ritengono il loro reddito familiare insufficiente per vivere dignitosamente nel 60% dei casi. E' quanto rivela l'indagine mensile di luglio condotta dall'Isae sulla povertà soggettiva in Italia e in Europa.
La ricerca, che analizza la percezione del proprio stato di disagio da parte delle famiglie, rivela come l'indicatore di povertà sia aumentato consistentemente rispetto al luglio dello scorso anno, quando si attestava al 51%. Il livello minimo di reddito, considerato necessario per condurre una vita dignitosa senza lussi ma con l'indispensabile, si attesta sui 1700 euro, cifra più alta rispetto a quella registrata nel 2003. Forse, spiega l'Isae in una nota, «perchè i consumatori hanno incorporato in ritardo, nella propria valutazione sul reddito necessario, l'aumento dell'inflazione legata al caro-euro». In particolare, la sensazione di disporre di un reddito insufficiente per le proprie necessità si è maggiormente diffusa tra luglio 2003 e febbraio 2004, per poi migliorare negli ultimi mesi. Una percezione che diminuisce nei nuclei familiari ad alto reddito (26%) e aumenta in quelli a basso reddito (86%), costituiti da operai, disoccupati, casalinghe e lavoratori part-time, persone con basso livello di istruzione, anziani soli, nell'Italia meridionale e nelle isole.
Facendo un raffronto a livello europeo, l'indagine dell'Isae ha messo in evidenza come la povertà soggettiva incida di più nei paesi dell'area mediterranea rispetto a quelli nordici. Tuttavia, è proprio in questi paesi che si sono avvertite le maggiori difficoltà per quanto riguarda il consumo dei beni ritenuti essenziali, come affitto, abbigliamento, alimentari, bollette e riscaldamento. L'indicatore del disagio è alto anche negli stati dell'Europa centrale, mentre in quelli dell'area mediterranea, dove la povertà soggettiva è più diffusa, il grado di disagio è più contenuto rispetto a quello della popolazione complessiva. «Segno che in questo caso - conclude l'Isae - il reddito considerato necessario è meno legato in questo caso ad elementi di difficoltà nell'affrontare consumi essenziali».

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