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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:13

Il Governo approva: affitti calmierati

Il provvedimento a firma Berlusconi-Martinat suscita però l'immediata reazione dei sindacati degli affittuari: blocca i tavoli comunali, replicano Sunia, Sicet e Uniat
ROMA - In attesa del via libera all'annunciato decreto legge sull'emergenza sfratti, il governo vara un provvedimento sostitutivo che dà la possibilità di ricorrere al canale dell'affitto calmierato in tutti i Comuni, e non solo negli oltre 60 dove inquilini e proprietari hanno già sottoscritto accordi territoriali. Il provvedimento a firma Berlusconi-Martinat suscita però l'immediata reazione dei sindacati degli affittuari: blocca i tavoli comunali, replicano Sunia, Sicet e Uniat.
L'annunciato decreto legge sull'emergenza sfratti (dal 30 giugno è scaduto il termine di proroga e l'estromissione forzata dall'alloggio riguarda circa 26.000 famiglie nella fascia debole) avrebbe così fatto le spese dell'improvvisa uscita di scena del ministro dell'Economia e della verifica di governo, secondo fonti ministeriali. Il decreto, a firma del viceministro alle Infrastrutture Ugo Martinat, prevede lo stanziamento di 120 milioni di euro per i buoni casa da 4.000-5.000 euro, aggiuntivi al fondo sociale per l'affitto oltre al differimento in regime transitorio delle esecuzioni di sfratto per 4 mesi, fino a fine ottobre. Il provvedimento avrebbe dovuto ricevere il via libera dal consiglio dei ministri già all'inizio di luglio ma anche nella riunione di oggi del cdm, non c'è stata fumata bianca. Oltre al terremoto di via XX settembre, a quanto si apprende, altro motivo del forzato ritardo potrebbe risiedere nel reperimento dei 120 milioni destinati ai buoni casa. I tecnici ministeriali sono al lavoro per superare ogni scoglio e in merito il viceministro Martinat rassicura circa la propria «intenzione e quella del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi a voler andare avanti e varare al più presto il provvedimento». Intanto, è di oggi la firma al decreto interministeriale da parte dello stesso Martinat e del ministro dell'Economia ad interim Berlusconi, sul decreto sostitutivo interministeriale che amplia a tutti i Comuni, anche in quelli dove non sono stati ancora sottoscritti gli accordi tra le parti, la possibilità di affitti a canoni calmierati. A fronte di agevolazioni fiscali per i proprietari. Il provvedimento si configura come «un atto fondamentale anche in vista del decreto sull' emergenza sfratti, in corso di approvazione, che prevede facilitazioni ed incentivi per quei proprietari di abitazioni che sottoscriveranno i contratti concordati» scrive il ministero.
Come previsto dalla legge sugli affitti, nei Comuni le associazioni dei proprietari immobiliari e degli inquilini possono stipulare accordi sulle "fasce di oscillazione" minima e massima dei canoni di locazione. In cambio il contratto avrà una durata minore (3 anni più due di primo rinnovo automatico) e, «se l' immobile si trova in un Comune ad alta tensione abitativa, sono previsti consistenti sconti fiscali sia per i proprietari che per gli inquilini meno abbienti». Fino ad ora, in molti Comuni non si sono potuti stipulare i contratti concordati proprio per la mancanza del relativo Accordo territoriale definito in sede locale, sottolinea ancora il ministero. «Ciò ha penalizzato molti cittadini a cui è stata impedita la possibilità di stipulare contratti di locazione innovativi, di beneficiare di agevolazioni fiscali e di poter sottoscrivere contratti di locazione a canone calmierato» I contratti concordati prevedono, oltre ad un canone calmierato, agevolazioni fiscali per i proprietari del 30% del reddito imponibile derivante dai canoni e l'assunzione nella misura minima del 70% della determinazione della base imponibile per l' applicazione dell' imposta proporzionale di Registro.
Nei Comuni sprovvisti di accordo tra le parti, viene previsto l'utilizzo dei vecchi accordi sottoscritti in data antecedente al decreto interministeriale del 30 dicembre 2002, aggiornati alle variazioni Istat. E ancora nei Comuni dove non siano mai stati mai definiti accordi territoriali, si fa riferimento all' accordo in vigore nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale, anche se situato in altra regione.
Il decreto sull'estensione degli affitti agevolati non piace pero ai sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat che sollecitano il viceministro Martinat, a una proroga degli sfratti «anzichè pensare all'emanazione di un decreto sostitutivo sugli affitti agevolati che, di fatto, chiude i tavoli aperti nei rimanenti Comuni a tensione abitativa».
I sindacati inquilini chiedono la convocazione delle parti sociali «affinchè si delinei una vera e propria politica della casa e si mettano in atto provvedimenti reali per calmierare gli affitti, preso atto che i tavoli comunali stentano a chiudersi - affermano - in ragione del fatto che le associazioni della proprietà edilizia stanno chiedendo canoni che lavoratori dipendenti, pensionati, giovani coppie, studenti e immigrati non potranno mai pagare».

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