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Martedì 22 Maggio 2018 | 13:59

Corte dei Conti: debito delle Regioni doppio in 5 anni

Dalla relazione sulla finanza regionale 2002/2003, trasmessa dalla Corte dei Conti al Parlamento: il debito delle Regioni a statuto ordinario nel 2003 è più che raddoppiato rispetto al 1999. Cause principali la lievitazione dei costi del settore sanitario, il blocco della fiscalità regionale, l'aumento delle competenze amministrative senza adeguato finanziamento
ROMA - La finanza regionale versa in una crisi di liquidità le cui cause principali sono nella lievitazione dei costi del settore sanitario, nel blocco della fiscalità regionale, nell'aumento delle competenze amministrative senza adeguato finanziamento. Il debito delle Regioni a statuto ordinario nel 2003 è più che raddoppiato rispetto all'anno 1999, salendo a quasi 29 miliardi (28.958 milioni di euro), di cui 15.993 a carico dei bilanci regionali e 12.965 a carico del bilancio dello Stato, con un incremento sull'anno precedente del 15,3 % per la parte regionale e dell'1,5% per la parte statale.
Sono le cifre e il relativo allarme che emergono dalla relazione sulla finanza regionale 2002/2003 trasmessa giovedì 16 luglio dalla Corte dei Conti al Parlamento.
L'impatto del comparto regionale sul fabbisogno del settore statale (copertura) indica una crescita nell'anno 2003 di 11,6 punti percentuali (+ 10.779 mln) specialmente attribuibile alle Regioni a statuto ordinario (+ 8.392 mln): questa crescita si ridimensiona, qualora si tenga conto di pagamenti di notevole importo riguardanti la competenza di anni precedenti (ripiani e integrazioni finanziarie per sanità).
NEL 2003 PIU' IRAP E ADDIZIONALE IRPEF - Il conto consolidato di cassa delle Regioni e Province autonome, registra nel 2003 un disavanzo di 2.440 milioni e un fabbisogno di 1.375 milioni che include il saldo delle partite finanziarie. Nel 2003 le riscossioni complessive sono state pari a 127.870 milioni, di cui 119.154 milioni per la parte corrente. Le entrate tributarie si attestano a 55.919 milioni, con una crescita del 7,2% sull'anno precedente a seguito di più elevati introiti IRAP, per versamento di somme di competenza del 2002 e di maggiore gettito dell'addizionale IRPEF per la modifica di aliquota da parte di alcune Regioni. I pagamenti correnti crescono, nel 2003, del 5,6%, quelli in conto capitale del 14,9%.
MANCATI OBIETTIVI RISPARMIO SPESA CORRENTE - Le Regioni hanno, in generale, adempiuto ai vincoli posti dal Patto di stabilità interno (PSI) nel 2003. «Nondimeno - si legge nella relazione - l'obiettivo di risparmio e contenimento della spesa corrente, pur al netto di quella per la sanità, non può dirsi realizzato a fronte di una crescita pari al 6,3%».
Nel 2003 il debito regionale ha segnato livelli crescenti e un più ampio ricorso da parte delle Regioni a strumenti di finanza innovativa al fine di ampliare la propria capacità di indebitamento.
I mutui costituiscono, anche nel 2003, la quota maggiore della esposizione debitoria regionale con un importo di 12.611 milioni di euro, pari al 78,8% del totale. In crescita i prestiti obbligazionari (+ 40,9% sul 2002). Oltre il 50% del debito complessivo è a tasso variabile, mentre il 26% è a tasso fisso; la residua quota assume formule intermedie.
Negli anni 2002 e 2003 sono stati emessi BOR per un valore complessivo di 7.026 milioni di euro. * Sviluppi recenti nel sistema di finanziamento Il sistema di finanziamento delle Regioni a statuto ordinario rimane condizionato dal permanere di forti incertezze sui tempi di trasformazione in entrate proprie dei trasferimenti ancora previsti nel bilancio dello Stato. Nel 2003, con l'approvazione della legge-delega 80 di riforma del sistema fiscale, è stata prevista la graduale abolizione dell Irap, da compensare con trasferimenti o mediante compartecipazioni. Nel frattempo, il meccanismo previsto dal decreto legislativo 56/2000 ha continuato a rappresentare l'essenziale riferimento per la definizione del quadro finanziario regionale.
COME SI FINANZIANO LE FUNZIONI TRASFERITE CON DECENTRAMENTO - Con una recente legge è stata rinviata di un altro anno la trasformazione in entrate proprie dei trasferimenti per il finanziamento delle nuove funzioni trasferite. Nel 2003 le erogazioni sono state pari a 4.581 milioni di euro (erano stati 5.293 nel 2002). Oltre l'81% delle erogazioni complessive è attribuibile a soli 4 comparti: trasporto pubblico locale (42,2%), edilizia pubblica residenziale (15,7%,) incentivi alle imprese (13,9%), interventi per la viabilità (9,6%). Degli oltre 13.860 milioni di euro erogati dal 2000 gli importi maggiori sono andati alla Lombardia (16,1%), alla Campania (10,8%) e al Piemonte (10,1%).
NEL 2003 SPESA CORRENTE A 84 MILIARDI: 78,5% ALLA SANITA' - La spesa effettiva di cassa (pagamenti) delle Regioni a statuto ordinario espone nel 2003 seppure su dati provvisori una crescita del 7% rispetto al dato 2002. In particolare, la spesa corrente, pari a 83.781 milioni di euro, espone un incremento del 6%. Al suo interno, è assai elevata l'incidenza della spesa sanitaria che, con l'importo di 65.730 milioni, ne assorbe una percentuale pari al 78,5%.
Sono cresciute del 13% le entrate proprie nel 2003: esse rappresentano peraltro il 75,5% delle entrate complessive al Nord e circa il 42% al Sud. La capacità fiscale, in rapporto alla spesa effettiva regionale, espone la diversa percentuale di copertura offerta dai tributi propri nelle Regioni del Nord (67,3%) e del Centro (69,8%) rispetto a quella del Sud (49,2%).
L'avanzo di amministrazione, definitivamente accertato per l'anno 2002, aumenta in diverse Regioni rispetto ai precedenti esercizi, ma sconta l'esigenza di offrire copertura a reiscrizioni e a residui perenti il cui ammontare supera, talvolta in misura rilevante, lo stesso avanzo.

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