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«Api», per valorizzare i prodotti tradizionali pugliesi

Il programma - realizzato dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Puglia e dall'Università degli Studi di Bari - ha lo scopo di censire le piccole e medie imprese titolari della produzione di alimentari tipici
BARI - La valorizzazione e la tutela dei prodotti tradizionali pugliesi è l'azione che più efficacemente consente di rivalutare e diffondere la storia e la cultura della Regione Puglia, di recuperare e far conoscere l'enorme patrimonio di alimenti genuini, sicuri e con caratteristiche organolettiche peculiari e ricercate. Il progetto A.P.I. (Apulian Product Identity), realizzato su commessa dell'Assessorato Regionale all'Agricoltura della Regione Puglia e dall'Università degli Studi di Bari (Dipartimento di Sanità e Benessere degli Animali), ha lo scopo proprio di censire le piccole e medie imprese che producono prodotti tradizionali riportati nell'elenco regionale previsto dal Decreto Mi.P.A.F. n.350/99, stabilire i criteri nutrizionali, centesimali e igienico-sanitari dei prodotti tradizionali, stilare linee guida per la rintracciabilità di filiera e fornire dati utili alla stesura di disciplinari di produzione per la l'acquisizione di marchi di qualità europei (DOP, IGP, AS). In pratica sostenere la cultura gastronomica locale.
La tutela dei prodotti tradizionali, infatti, consente di "proteggere" tutti quei prodotti alimentari ritenuti, dall'industrializzazione del settore, di poca importanza economica e contemporaneamente consente di salvaguardare e promuovere l'allevamento di razze autoctone rispettando il paesaggio rurale e la biodiversità e rivalutando il background storico-culturale Pugliese.
La politica intesa alla tutela e valorizzazione di prodotti tipici consente di offrire un importante sostegno e riconoscimento alle piccole e medie imprese, che risultano strettamente correlate al territorio e supporta altre attività produttive della Regione Puglia, quali il turismo e le attività agrozootecniche.

Il progetto considera 17 prodotti tradizionali: capocollo di Martina franca, fegatini di Laterza, musciscia, prosciutto di Faeto, salsiccia a punta di coltello dell'alta Murgia, salsiccia dell'Appennino dauno, soppressata dell'Appennino dauno, zampina, burrata, caciocavallo, caciocavallo podalico dauno, cacioricotta, giuncata, manteca, ricotta, ricotta forte, ricotta salata o marzotica.
L'elemento innovativo del progetto è rappresentato dalla realizzazione di un data base, facilmente aggiornabile, in grado di fornire elementi , tecnico-scientifici e divulgativi dei prodotti tradizionali oggetto dello studio.
Il progetto si propone, inoltre, di rafforzare la competitività dell'industria, di potenziare le capacità imprenditoriali degli attuali gestori delle produzioni tradizionali, attraverso incontri di formazione e di stimolare la curiosità dei consumatori nei confronti dei prodotti tradizionali, illustrando con opportune pubblicazioni di divulgazione, soprattutto gli aspetti tecnologici e nutrizionali e gli aspetti storico-culturali.

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