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Prestito Alitalia: "sì" dalla Ue, "no" dalla Lega

Il Commissario Loyola de Palacio dà il via libera al prestito ponte per la compagnia aerea. Ma il ministro del Welfare, Roberto Maroni, promette battaglia
MILANO - Prima vittoria per Giancarlo Cimoli, presidente e Ad di Alitalia. Il Commissario Ue, Loyola de Palacio, ha dato il suo ok al prestito ponte per la compagnia di bandiera italiana. A offuscare questo risultato una dichiarazione del ministro del Welfare, Roberto Maroni: «La Lega farà di tutto per impedire la conversione del disegno di legge che consente il salvataggio di Stato della compagnia». Una frenata molto violenta che rischia di rendere inutile il disco verde di Bruxelles. «La proposta del Governo italiano di concedere un prestito ponte a favore di Alitalia mi sembra che riunisca le condizioni che permettono alla Commissione di dire di sì a questo provvedimento», ha detto il commissario europeo ai trasporti dopo l'incontro a Bruxelles con il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, il ministro ai Trasporti Pietro Lunardi e Cimoli per presentare il prestito ponte di salvataggio di Alitalia. La Palacio ha spiegato che durante la riunione con la delegazione italiana si è parlato della possibilità della concessione di un prestito ponte ad Alitalia di 400 milioni di euro come aiuti «al salvataggio di un'azienda che sta attraversando grandi difficoltà». Il commissario ha detto che Cimoli ha presentato le linee guida del piano ed ha annunciato che farà questa proposta alla Commissione e che «sarà la Commissione martedì a prendere la decisione».
Va anche detto che la de Palacio ha sottolineato come sia necessaria anche una cura dimagrante a livello di lavoratori. «Per me è essenziale che Alitalia faccia una ristrutturazione del suo personale», ha detto il commissario. Licenziamenti o meno, il titolo Alitalia, che aveva iniziato la giornata di contrattazioni in ribasso, in pochi minuti e schizzato al rialzo e ora guadagna oltre il 4%. Intanto, al termine dell'incontro con la de Palacio, il Governo italiano, per bocca del ministro delle politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, ha confermato l'intenzione del Governo alla privatizzazione della compagnia di bandiera: c'è la volontà dell'Italia di privatizzare Alitalia entro sei mesi o al massimo un anno, ha detto il ministro. Tuttavia il sindacato pone molte resistenze: al taglio di personale, ovviamente, e anche alla privatizzazione se dovesse toccare la struttura attuale dell'azienda. Nonostante le resistenze il piano di salvataggio procede. Sui venti istituti di credito contattati da Mediobanca per il prestito ponte, «sei hanno risposto positivamente», più una che si è aggiunta in mattinata ha spiegato Cimoli. «Si tratta di Banca Intesa Deutche Bank ed altre. Di queste cinque su sei hanno garantito i 400 milioni di euro».
In realtà le banche sono sette, perchè, come aggiunge Cimoli, «un'altra si è detta questa mattina disposta a dare questo prestito di 400 milioni. Questo conferma l'atteggiamento positivo delle banche nei confronti del prestito». L'Ad dell'Alitalia ha riconosciuto come «fattibile» la richiesta della Commissione di far scentere al di sotto del 50% la quota in mano al Tesoro, mentre ha assicurato che «non ci sono ancora i numeri sui tagli del personale. Non appena potremo iniziare le ultime trattative sindacali, spero che questo sia messo sul tavolo».

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