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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:47

Puglia - Indennità di mobilità per i dipendenti della sanità privata

Durante il periodo di percezione dell'indennità, i lavoratori in mobilità sono però obbligati a frequentare corsi di formazione
L'indennità di mobilità (legge 172/2002 ) spetta, per il 2004, nella misura intera di € 915,94 mensili, ai lavoratori licenziati da enti non commerciali della sanità privata (con oltre 200 dipendenti), ubicati nel Mezzogiorno e dichiarati in crisi a seguito di riconversione o ristrutturazione aziendale (art.44 della legge n. 326/2003). Ai predetti lavoratori, per il periodo di fruizione dell'indennità, viene accreditata la contribuzione assicurativa e ove spettanti, corrisposte le aggiunte di famiglia (assegno per il nucleo familiare).
Durante il periodo di percezione dell'indennità, i lavoratori in mobilità sono però obbligati a frequentare i corsi di formazione, promossi dalle Regioni o dagli Enti locali per l'aggiornamento e la riqualificazione professionale dei lavoratori in mobilità, finalizzati alla loro ricollocazione sul mercato del lavoro.
Dalla frequenza ai corsi sono esentati i soli lavoratori che maturano il diritto a pensione entro il periodo di fruizione della predetta indennità; mentre la mancata partecipazione, senza giustificato motivo, ai corsi di riqualificazione comporta la perdita del diritto al trattamento di mobilità
Ai lavoratori , infine, che iniziano un'attività lavorativa autonoma, o che si associano in cooperativa, l'indennità di mobilità può essere corrisposta anticipatamente.

La situazione in Puglia
Alle provvidenze della legge n. 326/2003 sono interessati 448 lavoratori della "Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, Ente Ecclesiastico, Istituti Ospedalieri - Centri di riabilitazione" di Bisceglie, 97 dei quali usufruiranno dell'indennità di mobilità per 48 mesi e 315, per un periodo inferiore, in quanto matureranno il diritto a pensione durante il periodo di percezione dell'indennità di mobilità.
Per non perdere il diritto ai predetti benefici, i lavoratori interessati, come precisato dal Ministero del Lavoro, dovranno presentare apposita domanda all'INPS entro 68 giorni dalla data del licenziamento

Adolfo de Mattia

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