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Domenica 24 Settembre 2017 | 09:00

Revocato lo sciopero nel Commercio

Firmato il rinnovo contrattuale che riguarda un milione e mezzo di dipendenti. Non ci sarà quindi l'astensione dal lavoro prevista per oggi e per sabato
Sergio Billè, presidente della Confcommercio ROMA - E' stato firmato il rinnovo del contratto del commercio che interessa un milione e mezzo di lavoratori dipendenti. In conseguenza dell'accordo raggiunto è quindi revocato lo sciopero proclamato dai sindacati per oggi, venerdì 2 luglio, e domani, sabato 3 luglio. Lo comunica l'Ufficio Stampa della Confcommercio. L'accordo per il rinnovo del contratto del commercio prevede un aumento medio a regime, per il periodo 2003-2006, di 125 euro oltre ai 14 già erogati in busta paga e oltre a 8,50 euro per l'assistenza integrativa. Inoltre è prevista una tantum complessiva di 400 euro. L'aumento economico sarà erogato in quattro tranche: 35 euro da luglio 2004; 37 euro da dicembre 2004; 23 euro da luglio 2005 e 30 euro da settembre 2006, mentre l'una tantum sarà erogata per 250 euro a luglio 2004 e per 150 euro a gennaio 2005.
«L'intesa - ha riferito il segretario generale della Uiltucs Bruno Boco - è stata possibile grazie alla mediazione del presidente della Confcommercio, Sergio Billè che ha proposto una lieve rimodulazione degli aumenti (spostamento di 3 euro nel secondo biennio e anticipo di 50 euro dell'una tantum a luglio di quest'anno) e sulla proposta sui contratti a termine».
In particolare sui contratti a termine - ha spiegato Boco - sarà prevista un'unica causale che contiene «praticamente tutte le fattispecie» recependo nella sostanza lo spirito della legge di riforma del mercato del lavoro. Sarà però previsto un «tetto» per i contratti a termine che potranno essere utilizzati solo per il 20% della forza lavoro (il precedente contratto era il 10%). Oltre a questa sarà possibile utilizzare i contratti interinali per il 15% della forza lavoro ma il complesso delle due fattispecie non potrà superare il 28% del personale (prima era il 23%). Da queste percentuali, spiega ancora Boco, sono escluse le nuove attività per le quali sarà possibile, almeno il primo anno, utilizzare i contratti a termine senza tetto. Per il secondo anno di attività sarà invece necessario, se si vuole prorogare la deroga al tetto, un accordo con i sindacati. Sono anche esclusi dal tetto per le assunzioni a termine quelle in sostituzione delle persone che hanno diritto alla conservazione del posto come quelle in malattia o in maternità.
Infine per il part-time viene previsto, così come richiesto dai sindacati, «il diritto di priorità» sul passaggio a tempo pieno per i lavoratori già in organico in caso di nuove assunzioni.

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