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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 15:04

«Parmalat, il più pesante fallimento della storia»

E' in questi termini che si esprime la BRI, Banca dei Regolamenti Internazionali. L' affare Parmalat - si aggiunge - «ha messo in luce carenze e irresponsabilità ad ogni possibile livello economico e finanziario»
BASILEA - La vicenda Parmalat va considerata alla stregua del «più oneroso fallimento della storia», anche se «non ha prodotto il benché minimo effetto sulla formazione dei prezzi nel mercato del credito alle imprese». E' in questi termini che si esprime la BRI, Banca dei Regolamenti Internazionali. L' affare Parmalat - si aggiunge - «ha messo in luce carenze a ogni possibile livello: organi di dirigenza, revisori interni ed esteri, banche creditrici, promotori finanziari, agenzie di rating, analisti delle banche d' affari, nonchè responsabili della sorveglianza su molti dei suddetti ambiti».
La BRI sottolinea inoltre - all' interno della 74esima Relazione annuale, diffusa oggi - che, nonostante il crescente cambiamento di cultura in atto nel mondo finanziario (collegato in misura considerevole al processo di definizione del nuovo schema di vigilanza patrimoniale cosiddetto Basilea 2) «da taluni episodi dello scorso anno sono emerse inquietanti negligenze nella governance in entrambi i settori privato e finanziario».
Quanto al fatto che la vicenda Parmalat non abbia avuto ripercussioni sul mercato del credito alle imprese, la Banca dei Regolamenti Internazionali afferma: «se si sia trattato della giusta reazione di fronte alla natura 'sui generis' di un' enorme frode, ovvero di un malaugurato effetto collaterale della propensione al rischio manifestata di recente dai mercati finanziari, è questione che rimane aperta. Tuttavia - conclude - la risposta potrebbe divenire sempre più evidente via via che i mercati si preparano al concretizzarsi di un rialzo dei tassi ufficiali».

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